Lupara bianca per uno screzio in carcere o fuga volontaria?

Pare che l’uomo soffrisse di una profonda depressione dunque la sua scomparsa potrebbe anche essere volontaria ma non si esclude un caso di lupara bianca.

ASUNI (Oristano) – Forse in quella misteriosa telefonata c’è la spiegazione della sua scomparsa. E non potrebbe essere altrimenti perché meno di un’ora dopo quello strano colloquio telefonico con un interlocutore rimasto ignoto Vittorio Maullu, 58 anni, sposato con 4 figli, agente di polizia Penitenziaria in quiescenza, spariva come un fantasma. L’uomo viveva a Cagliari ma era originario di Asuni dove vive la madre e la sorella. E la sua strana sparizione avveniva proprio a Asuni, il 9 dicembre 2019, subito dopo una telefonata, ricevuta alle 12.52 circa, effettuata sul suo cellulare da uno sconosciuto al quale il pensionato, ad un certo punto del colloquio, profferiva la frase:

Vittorio Maullu

”No, questo non glielo dovevi dare…”. A che cosa si riferisse Maullu non è dato a sapere, fatto sta che alle 13.30 circa il pensionato usciva di casa e alle 13.45 si sarebbe fermato in un bar del centro per prendere le sigarette e sorseggiare un caffè. Dalle 16 in poi il suo telefonino sarebbe rimasto spento mentre la sua auto veniva ritrovata nei pressi del Museo dell’Emigrazione di Asuni, parcheggiata e chiusa a chiave. All’interno della vettura verranno ritrovati i suoi documenti e gli occhiali da vista da cui raramente si separava. L’uomo aveva avuto un appuntamento con qualcuno? Con il misterioso interlocutore telefonico? Con altre persone giunte nel piazzale in macchina e che lo avrebbero attirato a bordo per poi dirigersi chissà dove? L’ex agente, che si era cambiato d’abito, indossava la tuta mimetica che usava per andare a caccia o per raccogliere funghi.

Con chi parla Vittorio al telefono?

Le videocamere a circuito chiuso da lui installate nella propria abitazione, sia all’interno che all’esterno, lo avevano ripreso mentre preparava uno zaino che però riempiva di chissà quali oggetti atteso che questa operazione veniva eseguita fuori dalla portata ottica dei due occhi elettronici, per altro collegati ad un capiente registratore. L’uomo temeva qualcosa o qualcuno? Che fine ha tatto lo zaino, per altro non ritrovato nella sua auto? Maullu se l’era portato con sé? Intorno alle 15, dal suo telefonino, sarebbe partito un sms, indirizzato alla moglie e a ciascuno dei 4 figli dunque un messaggio originale e 4 inoltrati. Il messaggio conteneva una sola parola: ”Ciao”.

Una sorta di addio prima di un tragico evento? Era stato proprio Maullu a inviare quel messaggio o qualcun altro, per depistare, l’aveva fatto al suo posto? Dalle 16 in poi, come abbiamo detto, il cellulare diventata irraggiungibile dunque probabilmente spento o fuori portata di un ripetitore. Qualche mese prima della sua scomparsa Vittorio Maullu aveva raccomandato alla sua famiglia di stare attenti ovvero di guardarsi intorno, senza dare altra spiegazione dunque l’uomo temeva per la proprio incolumità e quella dei suoi cari? La sua sparizione aveva a che fare con il suo precedente lavoro dunque c’entrava qualche screzio con detenuti? Con qualcuno in particolare? Una vendetta che si sarebbe consumata con la cosiddetta lupara bianca? Oppure una fuga volontaria per altri gravissimi e inconfessabili problemi di salute? Le avverse condizioni atmosferiche di quei giorni e l’incombenza del Covid facevano sospendere le ricerche del pensionato poi riprese il 16 gennaio 2020:

Le ricerche del pensionato poi riprese nel gennaio 2020

“Sono trascorsi quattro lunghi anni da quel 9 dicembre 2019, quando Vittorio Maullu, guardia penitenziaria in pensione, usciva dalla casa di sua madre che era andato a trovare – racconta l’avvocato Gianfranco Piscitelli, presidente di Penelope Sardegna e legale della famiglia – Quattro anni senza poter dare alcuna risposta a moglie, figli, nipoti, amici. Purtroppo la scomparsa di Vittorio è avvenuta nel periodo del Covid e le ricerche a mio avviso sono state meno accurate e anche la denuncia è stata fatta in ritardo. Quando passa tanto tempo il ritrovamento avviene di solito per puro caso, ad opera di cacciatori o cercatori di funghi e resta sempre il dubbio…

Gianfranco Piscitelli, avvocato, presidente di Penelope Sardegna

Per le famiglie che subiscono l’allontanamento, senza avere notizie per molti anni, è una situazione assolutamente devastante e incide pesantemente sulla loro vita. Spesso però la spiegazione qualcuno la conosce, per qualcuno il mistero della scomparsa non è mistero ma omertà, ecco perché facciamo sempre appello alla coscienza delle persone e continuiamo a dire: chi sa parli, anche in forma anonima ma parli “.

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