Sabato 31 gennaio omaggio ai grandi compositori americani – Carter, Barber, Schuller e Agay – nel nuovo appuntamento dell’Atelier Musicale.
Milano – Offre uno sguardo al mondo musicale statunitense attraverso un programma interamente dedicato al classico quintetto di fiati, un organico che tende a riprodurre in piccolo le caratteristiche di una media orchestra, il nuovo appuntamento dell’Atelier Musicale, la rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio alla Camera del Lavoro di Milano, dove sabato 31 gennaio sarà di scena l’Ensemble Garbarino (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro con tessera associativa).
Il repertorio scelto prevede autori che spaziano in diversi ambiti poetici, a cominciare dal mondo lineare e tonale di Samuel Barber (celeberrimo per il suo Adagio per archi, composizione amatissima dal pubblico), di cui viene presentata l’unica composizione da camera dell’autore (Summer Music) scritta per un gruppo di fiati e diventata un punto fermo della musica per questo organico. Da Barber, il “romantico” del Novecento, al grandissimo Elliott Carter, che si muoveva nell’ambito del polimodalismo e che fu un maestro assoluto del ritmo (è suo il concetto di modulazione metrica), del quale viene eseguita una pagina straordinaria (Woodwind Quintet), ricca di colore e quasi umoristica.
Gunther Schuller, famoso anche (o soprattutto) come musicologo e artista di ambito jazz, è stato in realtà un autore trasversale, tipicamente americano nel suo mescolare umori e procedure eterogenee, come dimostra ampiamente il brano (Suite) per quintetto di fiati inserito nel concerto. Denes Agay, ungherese di nascita ma trasferitosi negli Stati Uniti dopo l’avvento del nazismo, è stato un autore poliedrico, attivo anche nell’ambito della popular music, del cinema e della didattica musicale: la scelta di Five Easy Dances dimostra proprio il suo interesse per le forme di musica per la danza.
Infine, c’è un brano giovanile (Jolly Wind) di Giuseppe Garbarino, composto inizialmente per quartetto di fiati, ma rivisto nel 2024, e dedicato a Edgar Allan Poe, che presenta, in maniera molto “americana”, differenti suggestioni sonore, anche jazzistiche. A eseguire il repertorio è proprio l’Ensemble Garbarino da lui fondato nel 1972 (qui ovviamente in versione di quintetto per fiati), il primo ensemble multicomponibile stabile costituito in Italia e precedente anche all’Ensemble Intercontemporain di Boulez.
Lo scopo della sua fondazione risiedeva nella necessità di divulgare composizioni del Novecento per piccolo complesso, allora quasi sconosciute. Per il gruppo hanno poi scritto autori del calibro di Petrassi, Donatoni, Sciarrino, Nono e molti altri, mentre i musicisti oggi sul palco (Gianni Biocotino, flauto; Silvano Scanziani, oboe; Nicola Zuccalà, clarinetto; Brunello Gorla, corno; Annamaria Barbaglia, fagotto), diventati nel tempo interpreti di alto livello, sono tra coloro che diedero vita a questa avventura voluta da un grande clarinettista, compositore e direttore qual è Giuseppe Garbarino.