Due giovani donne, due secoli diversi, un’unica trama di presagi, violenza e assoluzioni. La storia inquietante di due delitti irrisolti che sembrano l’uno la copia dell’altro.
Birmingham – C’è un parco alla periferia nord di Birmingham, nel quartiere di Erdington, che custodisce due storie impossibili da spiegare con la sola logica. Pype Hayes Park è un posto tranquillo, alberato, apparentemente innocuo. Eppure è il teatro di una coincidenza così densa di dettagli sovrapposti da mettere a disagio chiunque la esamini con attenzione.
Due donne. Entrambe ventenni. Entrambe nate lo stesso giorno. Entrambe uccise il 27 maggio, a 157 anni di distanza, nello stesso luogo, dopo una serata di divertimento. Entrambe violentate prima di morire. In entrambi i casi, un uomo di cognome Thornton viene accusato, processato e assolto. Nessun colpevole viene mai condannato. I casi restano irrisolti.
Mary Ashford era una ragazza di campagna che aspettava con gioia il ballo annuale dello Whitsun. La sera del 26 maggio 1817 si presentò alla festa con la sua amica Hannah Cox, conobbe Abraham Thornton e ballarono insieme fino a mezzanotte. Mary non tornò mai a casa. Fu trovata la mattina dopo da un lavoratore agricolo che, attraversando i campi, notò una chiazza di sangue nell’erba. Seguì le impronte: due all’inizio, poi solo una, sempre più affondata nel terreno, come se fosse più pesante. Le tracce si fermarono al bordo di un fossato allagato nei pressi di Pype Hayes Hall. Sul fondo, il corpo di Mary. Era stata violentata e gettata nell’acqua.
Gli indizi contro Thornton sembravano schiaccianti: aveva il sangue di Mary sulla camicia, le sue impronte erano state trovate vicino al fossato, era l’ultima persona con cui era stata vista e aveva ammesso di aver avuto un rapporto sessuale con la ragazza dopo il ballo. Eppure la giuria impiegò otto minuti per assolverlo. Thornton aveva un alibi solido: otto testimoni lo avevano visto lontano dal luogo del delitto nell’orario stimato della morte.
La comunità di Erdington non accettò il verdetto. La famiglia di Mary raccolse fondi, gli avvocati ricorsero a un istituto giuridico medievale quasi dimenticato che permetteva ai familiari della vittima di citare in giudizio l’accusato anche dopo un’assoluzione. Ma anche quella strada si chiuse senza una condanna. Thornton lasciò l’Inghilterra e si imbarcò per New York, dove sparì dalla storia. Sulla tomba di Mary fu incisa un’epigrafe che oggi suona come un reperto di un’altra epoca: un monito alla virtù femminile e un richiamo alla colpa della ragazza per essersi recata a un luogo di svago senza la dovuta protezione.

Centocinquantasette anni dopo, Barbara Forrest era arrivata a Birmingham da Corby per iniziare una nuova vita come assistente minorile proprio a Pype Hayes Hall, lo stesso edificio jacobiano nei cui pressi era stato trovato il corpo di Mary. La notte del 26 maggio 1974 andò a ballare in città con il suo ragazzo. Verso l’una di notte lui la accompagnò a una fermata dell’autobus. Barbara non tornò mai al dormitorio.
L’indomani, il 27 maggio, il suo corpo fu trovato nel parco: era stata violentata e strangolata. Gli inquirenti si concentrarono su un collega che lavorava con lei a Pype Hayes Hall, sulla cui divisa erano state trovate macchie di sangue e il cui alibi si rivelò falso. Il suo nome era Michael Ian Thornton. Anche lui fu processato. Anche lui fu assolto per insufficienza di prove. Anche questo caso è rimasto irrisolto.
Mettendo i due casi uno accanto all’altro, l’elenco delle sovrapposizioni diventa difficile da liquidare come pura casualità. E c’è un dettaglio che appartiene a un registro diverso, difficile da classificare razionalmente: nei giorni precedenti la morte, sia Mary che Barbara avevano espresso a persone vicine una sensazione di presagio nefasto. Mary aveva confidato alla madre di Hannah di avere brutti presentimenti sulla settimana che stava per arrivare. Barbara aveva detto a una collega che quello sarebbe stato il suo mese sfortunato, senza riuscire a spiegare perché.
Nessuno ha mai saputo cosa accadde davvero a Mary e a Barbara. I casi restano formalmente irrisolti. Il parco, che custodisce i segreti di due omicidi, è ancora lì a fare da sfondo alle passeggiate di ragazze ignare di quanto accaduto.