Le Klima Seniorinnen: vittoria storica per le “anziane per il clima” a Strasburgo

Per la prima volta, un tribunale transnazionale specializzato in diritti umani sostiene il diritto alla protezione del clima.

Strasburgo – Una vittoria storica quella riportata davanti alla Corte di Strasburgo dall’associazione svizzera ‘KlimaSeniorinnen’, anziane per il clima, e in particolare da quattro sue componenti. Come a dire “Greta spostati”, la loro battaglia è andata dritta al punto. L’Ong conta più di 2000 associate, tutte donne che vivono nella Confederazione elvetica e la cui età media è di 73 anni. Le quattro ricorrenti sono nate tra il 1931 e il 1942, ma solo tre sono riuscite a gustare la vittoria conseguita oggi: la più anziana è deceduta mentre era ancora in corso la battaglia legale davanti alla Cedu.

A differenza degli altri due ricorsi respinti dalla Corte, quello presentato dalle anziane svizzere era l’unico che avesse già tentato di percorrere le vie legali nel Paese di appartenenza, cioè la Svizzera. Ma senza successo. A far causa invece al Portogallo e altri 31 paesi, tra cui l’Italia, sono stati invece sei giovani nati tra il 1999 e il 2008. Tre di loro vivono a Merinhas, comune di Pombal, altri due vivono a Leiria, nella provincia di Beira Litorale, nel Portogallo centrale, mentre gli ultimi due vivono a Sobreda, parte del comune di Almada, che fa parte dell’area metropolitana di Lisbona.

Il terzo ricorso è stato invece presentato dall’ex sindaco di Grande-Synthe un piccolo comune situato nel dipartimento del Nord nella regione dell’Alta Francia. Nel rigettare la sua azione legale la Corte ha poi evidenziato il fatto che l’uomo, Damien Careme, europarlamentare dal 2019, non vive più nel comune, in cui tra l’altro non possiede alcun immobile, e con cui l’unico legame resta il fatto che suo fratello risiede lì. “Questa sentenza non è solo una vittoria per la nostra associazione. È una vittoria per tutte le generazioni”. Così Rosmarie Wydler-Wälti, co-presidente dell’associazione Anziane per il clima Svizzera, ha commentato
la decisione odierna della Corte europea per i diritti umani (Cedu), che ha condannato la Svizzera per le mancate misure sul clima.

Secondo Greenpeace, che ha collaborato al ricorso, per la prima volta un tribunale transnazionale che è specializzato in diritti umani sostiene esplicitamente il diritto alla protezione del clima. Nella sua sentenza, la Cedu stabilisce i requisiti specifici che gli Stati membri devono soddisfare per rispettare i loro obblighi in materia di diritti umani. Nell’ambito di questo procedimento, come terza parte anche l’Italia, tramite l’Avvocatura generale dello Stato, aveva presentato una propria memoria, per supportare la posizione della Svizzera.

Due delle ricorrenti

“Quanto accaduto oggi non si ferma a Strasburgo. Le storie delle Klima seniorinnen sono anche all’attenzione della Corte internazionale di giustizia, dove all’inizio del prossimo anno si terranno delle udienze sugli obblighi di giustizia climatica di tutti i governi”, dichiara la consulente legale di Greenpeace International Louise Fournier, che ha sostenuto il team legale delle Anziane per il clima. Secondo l’Unep, il numero di cause climatiche è più che raddoppiato dal 2017 a oggi. In Italia, il 9 maggio 2023, dodici cittadine e cittadini, Greenpeace Italia e ReCommon hanno notificato a Eni un atto di citazione davanti al Tribunale di Roma per l’apertura di una causa civile per i danni subiti e futuri derivanti dai cambiamenti climatici.

Le Klima Seniorinnen hanno fatto la storia. A Strasburgo, mentre fuori centinaia di attivisti tra cui Greta Thunberg manifestavano in segno di solidarietà alle signore del clima e altri ricorrenti per cause climatiche, la Corte Europea dei diritti dell’uomo (CEDU) si è pronunciata con una sentenza storica a favore del gruppo svizzero delle duemila che avevano denunciato gli sforzi inadeguati del governo elvetico nel combattere la crisi del clima, quelle che con ondate di calore ed eventi meteo estremi mette a rischio la vita e i diritti delle persone.

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