Ispezioni della GdF tra ristorazione e commercio: scoperti lavoratori irregolari, scattano multe e sospensioni.
Pordenone – Il fenomeno del lavoro sommerso nella provincia pordenonese è costantemente monitorato dalla Guardia di Finanza che, nei primi due mesi dell’anno, ha condotto plurimi controlli nei settori della ristorazione e del commercio al dettaglio, al fine di preservare il territorio da possibili forme di illegalità.
In particolare, i Reparti dipendenti dal Comando Provinciale Pordenone hanno individuato 8 lavoratori “in nero” e 24 dipendenti “irregolari” risultati, pertanto, privi delle previste tutele retributive, previdenziali e assistenziali.
Nei confronti di otto operatori economici ispezionati che si sono avvalsi di personale non assunto, le Fiamme Gialle hanno proceduto ad accertare e contestare la c.d. Maxisanzione e, contestualmente, a carico di cinque di essi è stata, altresì, avanzata, alla Direzione dell’Ispettorato territoriale del Lavoro, la proposta di sospensione dell’attività imprenditoriale per l’impiego di personale senza contratto in misura superiore al 10% di quello regolarmente assunto.
Inoltre, le operazioni di polizia economico-finanziaria condotte hanno permesso di riscontrare che i responsabili delle imprese controllate, in alcuni casi, hanno omesso il versamento delle ritenute fiscali relative alle retribuzioni effettivamente corrisposte ai dipendenti, per un ammontare superiore a 10 mila euro e, in altre circostanze, hanno effettuato il pagamento degli emolumenti con mezzi non tracciabili, in violazione delle prescrizioni stabilite dalla normativa vigente.