L’asinella Susy in corteo contro il caro gasolio: “Consuma meno di un trattore”

Dal 12 ottobre la protesta di agricoltori e autotrasportatori sta bloccando il casello di Poggio Imperiale. Nel Foggiano scaffali vuoti e distributori a secco: “Pronti ad andare a Roma”.

Foggia – Ci sono immagini che valgono più di mille slogan, capaci di raccontare la disperazione di un intero settore con la forza silenziosa di uno sguardo. È quella di Susy, un’asinella dal manto docile diventata in poche ore il volto della rivolta che da lunedì 12 ottobre infiamma il casello autostradale di Poggio Imperiale, nel cuore del Foggiano. In mezzo ai trattori, ai cartelli e alle grida di centinaia di agricoltori e autotrasportatori stremati, è bastato il passo lento di un piccolo asino per fotografare un paradosso drammatico: nell’Italia del 2026, per sopravvivere, la campagna è costretta a tornare indietro di mezzo secolo.

A portarla al presidio è stato Claudio Delia, agricoltore di San Marco in Lamis con un’azienda nelle campagne di Lesina. Un gesto provocatorio, ma carico di amarezza, che l’uomo spiega con parole che pesano come macigni: “La nostra agricoltura è al collasso. Forse lei sarà il nostro futuro. Dobbiamo tornare indietro per fare il futuro”.

Cinquant’anni fa l’asino era l’aiuto nei campi, poi arrivarono la tecnologia e i trattori. Oggi quella stessa tecnologia è diventata un lusso insostenibile: “Il gasolio costa troppo, è arrivato tutto alle stelle. Forse loro consumano di meno”, ha aggiunto Delia indicando l’animale. Il gasolio agricolo ha ormai sfondato quota 1,6 euro al litro, una cifra che azzera i già fragili bilanci delle piccole imprese.

Ma il carburante è solo metà della ferita. L’altra si chiama olio extravergine: il prezzo del prodotto pugliese è crollato della metà, schiacciato dalla concorrenza dell’olio d’importazione. Dal Gargano sono scesi in centinaia, un centinaio di trattori partiti da Carpino per percorrere cinquanta chilometri fino all’autostrada. Molti olivicoltori, raccontano, non riusciranno nemmeno a coprire i costi della raccolta.

La protesta, intanto, inizia a mordere la vita quotidiana. Nei supermercati della Capitanata gli scaffali si svuotano, davanti ai pochi distributori ancora riforniti si allungano code chilometriche, mentre in alcune stazioni benzina e gasolio sono già finiti. C’è preoccupazione anche per ambulanze e raccolta dei rifiuti, a rischio se i blocchi dovessero proseguire.

Le conseguenze della protesta degli autotrasportatori: scaffali vuoti in molti supermercati del Sud Italia. Foto Facebook

E la mobilitazione minaccia di varcare i confini del Foggiano. Rocco Romagnolo, portavoce del comitato olivicoltori di Carpino, ha annunciato che tra i manifestanti si valuta ormai la marcia su Roma, per portare le richieste direttamente davanti al governo.

Resta lì, intanto, l’asinella Susy. Simbolo tenero e disperato di una terra che chiede soltanto di poter continuare a lavorare, prima che l’ultimo trattore si spenga per sempre.