Giallo delle sorelline scomparse: spunta un piano segreto

Le immagini delle ultime ore e i racconti raccolti dagli investigatori aprono nuovi scenari sul caso, con nuovi dettagli da chiarire.

L’Aquila – Le valigie erano pronte, i trucchi anche. Alisya e Sarah non sono svanite nel nulla per un colpo di testa dell’ultimo minuto, e questa è l’unica certezza che tiene accesa la speranza. Le due sorelline, sparite dalla comunità Ofh Hope di Civitella Alfedena, avrebbero pianificato tutto nei minimi dettagli.

La chiave del giallo è racchiusa in quella stanza d’albergo che dividevano nel cuore dell’Aquilano, dove gli inquirenti hanno scovato biglietti scritti in codice. La dinamica sembra degna di un film: una fuga nel cuore della notte, passando da una finestra rotta. Lì fuori, ad aspettarle al varco, c’era quasi sicuramente qualcuno. Youssef, il fidanzato egiziano di Alisya, ha lanciato una bomba durante l’interrogatorio, ricordando ai carabinieri una vecchia promessa della madre delle ragazzine, che tempo prima aveva giurato alle figlie che le avrebbe portate via di notte, anche con le cattive maniere.

Spuntano anche dei fotogrammi. Un video le riprende alle 21:26 del 6 giugno in un bar della zona: felpe scure, scarpe da ginnastica bianche, l’aria di chi fa finta di nulla. Poi, il vuoto tra le due e le cinque del mattino successivo. In quel lasso di tempo, un’auto misteriosa si aggirava vicino alla struttura. Che le sorelle abbiano fatto tutto da sole è un’ipotesi che non sta in piedi. Troppo rischioso. Il diciottenne Youssef ha tagliato corto con i militari sottolineando che Alisya è terrorizzata dal buio e ha la fobia dei cani; impossibile vederla scappare nei boschi da sola.

Sullo sfondo c’è una guerra familiare spietata. Proprio a maggio il padre aveva riavuto la patria potestà, dopo che i giudici avevano messo nero su bianco il comportamento manipolatorio della madre, Valentina D’Acunto, pronta a tutto pur di sbarrare la strada all’ex marito. L’uomo aveva già subodorato il pericolo, accusando la donna di un precedente tentativo di rapimento.

Ora l’ombra del sequestro si fa sempre più densa, anche se la pista degli abusi viene categoricamente scartata. Secondo quanto confessato da Youssef agli inquirenti e riportato oggi dal Corriere della Sera, le piccole si nasconderebbero in un rifugio sicuro insieme a un parente. Youssef – che ha conosciuto Alisya proprio in quella comunità prima di compiere la maggiore età e ha preso le parti della struttura difendendola a spada tratta – ha spiegato che le due avrebbero persino un telefono segreto, contrabbandato dai familiari alla più piccola fuori da scuola.

Mentre emergono i dettagli di una lettera d’amore strappalacrime mandata a Youssef pochi giorni prima del blitz, fuori è scattata la mobilitazione generale. I vigili del fuoco hanno setacciato il fiume Sangro, i sub si sono immersi nel lago di Barrea e i droni sorvolano il Parco nazionale d’Abruzzo insieme ai cani molecolari. Grotte, casolari abbandonati, fitta vegetazione: si cerca ovunque.