Il dramma silenzioso delle persone senza fissa dimora: vittime soprattutto di freddo e malattie, con un’età media di appena 46 anni.
Un’emergenza silenziosa attraversa l’Italia. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio fio.Psd sulle Persone Senza Dimora, lo scorso anno 414 persone che vivevano per strada hanno perso la vita, segnando un peggioramento rispetto all’anno precedente quando le vittime erano state 391. L’aumento del 6% evidenzia un problema sociale in costante crescita.
I mesi più freddi si trasformano in una trappola mortale per chi non ha un tetto. Tra gennaio e maggio 2025 si sono registrati 226 morti, più della metà del totale annuale. Le vittime mensili oscillano da un minimo di 21 a punte di 42, rendendo il fenomeno drammaticamente costante.
Il 90% delle vittime è di sesso maschile. Gli stranieri che perdono la vita provengono principalmente dal Nordafrica – Marocco e Tunisia in testa – ma si registra un preoccupante aumento di vittime originarie del subcontinente indiano: Bangladesh, India e Pakistan. Un dato sconcertante riguarda l’età: si muore in media a 46 anni, mentre la popolazione italiana può aspettarsi di vivere fino a 82 anni. Le vittime spaziano dai neonati agli anziani di 90 anni.
Il Nord Italia concentra oltre la metà dei decessi: il 50% complessivo si divide tra Nord Ovest e Nord Est. Centro Italia e Meridione seguono con percentuali inferiori. La Lombardia guida questa tragica classifica con 78 vittime, distanziando Lazio (60), Veneto (46) e Toscana (34). Nella Capitale si contano 84 morti tra città e hinterland; a Milano, 27. Contrariamente alle aspettative, è nelle aree provinciali che si muore di più: quasi due terzi dei decessi avvengono lontano dai grandi centri urbani.
Gli spazi aperti – giardini pubblici, strade, piazze – diventano l’ultimo rifugio per un terzo delle vittime. Altri trovano la morte in strutture dismesse o rifugi improvvisati. Le patologie e i collassi fisici causano quattro decessi su dieci, mentre altrettanti muoiono per incidenti o traumi. Suicidi e annegamenti rappresentano ciascuno il 10% dei casi, testimoniando la disperazione estrema di chi vive nell’emarginazione totale.