L’azienda avrebbe già individuato una proposta per allontanare il giornalista dal programma senza intaccare il suo trattamento economico.
Roma – Nel giorno del suo 65esimo compleanno, Sigfrido Ranucci ha scelto un video messaggio per rispondere alle voci sul suo allontanamento da Report, parlando apertamente di gogna e ribadendo di non avere intenzione di fare passi indietro. Le sue parole arrivano mentre a viale Mazzini si starebbe definendo nei dettagli il suo destino professionale.
A far discutere, sul piano politico, è soprattutto la ragione dietro un’eventuale rimozione. Due consiglieri Rai di area opposizione, Natale e Di Majo, insieme al rappresentante dei dipendenti Di Pietro, hanno chiesto che si accerti prima di tutto se ci sia stato un condizionamento esterno nella scelta dei temi e dei contenuti del programma. Solo in quel caso, sostengono, un passo indietro di Ranucci sarebbe giustificato; diversamente, l’operazione si configurerebbe come una sanzione di stampo politico.
Sul piano contrattuale, una sospensione della qualifica giornalistica non sarebbe comunque percorribile, perché equivarrebbe a un demansionamento. Per questo l’azienda starebbe valutando un nuovo incarico che lascerebbe intatto il trattamento economico del conduttore, allontanandolo però dai ruoli editoriali di autore e conduttore. Tra le ipotesi in campo figurano una posizione di vertice in testate come Tg3 o Rainews, un incarico da inviato o corrispondente estero, una funzione dirigenziale in ambito corporate, oppure la guida della Scuola di giornalismo di Perugia, da sempre legata alla formazione dei nuovi professionisti Rai.
La decisione formale potrebbe arrivare già in giornata, o comunque entro la fine del mese, al termine di un incontro tra l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, il responsabile degli affari legali Francesco Spadafora e il direttore del personale Felice Ventura, chiamati a tirare le fila anche sulla base del parere del Comitato etico. Solo in una fase successiva la redazione di Report si confronterà con il direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini sul nome del sostituto: lo stesso Corsini ha escluso soluzioni radicali, aprendo a un profilo scelto all’interno della squadra già al lavoro sul programma. Ranucci, intanto, avrebbe già annunciato di voler raccontare la propria versione della vicenda in un libro per Bompiani, atteso per il 2027 e firmato interamente da lui.