La Procura di Salerno “sfida” il Gup: per la DDA Cagnazzo era parte del piano

Il ricorso in appello punta il dito su una sentenza di proscioglimento considerata lacunosa: migliaia di pagine di indagini ridotte a poche righe e indizi chiave mai valutati.

Salerno – L’ufficio inquirente di Salerno non ci sta. Dopo il proscioglimento decretato dal Gup nei confronti del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, la Direzione distrettuale antimafia ha scelto la strada dell’appello, depositando un ricorso articolato in 25 pagine che mette sotto accusa tanto le conclusioni quanto il ragionamento della sentenza impugnata.

A portare avanti la battaglia processuale sono la Pm Elena Guarino e il procuratore Raffaele Cantone, convinti che la decisione del giudice abbia di fatto blindato dall’esame dibattimentale un patrimonio probatorio di notevole consistenza: l’informativa del Ros supera le mille pagine, la richiesta di misure cautelari ne conta 434, l’ordinanza cautelare altre 409. Eppure, rileva la Procura con evidente irritazione, l’intera architettura investigativa è stata liquidata in poco più di cinque pagine di motivazione.

Non si tratta di una questione meramente quantitativa. Secondo i magistrati salernitani, dalla sentenza sarebbero stati espunti elementi indizianti qualificati, gravi, precisi e tra loro concordanti, capaci di dimostrare, al di là di ogni ragionevole dubbio, il coinvolgimento del militare dell’Arma nell’assassinio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, ucciso nel settembre del 2010.

Fabio Cagnazzo

La ricostruzione accusatoria si muove su due binari paralleli. Il primo riguarda una presunta intesa preventiva con chi materialmente eseguì o orchestrò il delitto. Il secondo chiama in causa il comportamento successivo di Cagnazzo: per la DDA, l’ufficiale avrebbe deliberatamente inquinato il corso delle indagini. A fare da collante tra le due ipotesi è una valutazione temporale: la rapidità con cui sarebbero scattate le manovre depistanti, subito dopo il delitto, sarebbe, sempre secondo l’accusa, difficilmente spiegabile senza un coordinamento stabilito in anticipo.