La consulenza Cattaneo riscrive la dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi

L’antropologa forense ha ricostruito gli ultimi momenti di vita della giovane uccisa il 13 agosto 2007: dodici colpi e una difesa passiva.

Pavia – Diciannove anni dopo, la scienza prova ancora a rispondere alle domande che il caso Garlasco non ha mai smesso di porre. La consulenza affidata dalla Procura di Pavia all’antropologa forense Cristina Cattaneo aggiunge nuovi dettagli alla ricostruzione della morte di Chiara Poggi e lo fa su due fronti distinti: cosa è accaduto nel corso dell’aggressione e se il piede di Andrea Sempio, attualmente indagato, sia compatibile con le impronte rinvenute sul pavimento della villetta.

Partiamo dal corpo. Cattaneo ha analizzato le ferite documentate nell’autopsia del 2007, giudicando quel materiale sufficiente a escludere la necessità di riesumare la salma. Dalle sue conclusioni emerge un quadro che contraddice almeno in parte quanto stabilito all’epoca dal medico legale Marco Ballardini. Quest’ultimo aveva sostenuto che Chiara non aveva avuto il tempo di difendersi, spiegando così l’assenza di materiale genetico sotto le sue unghie.

Cattaneo parla invece di “difesa passiva”: nei primi momenti dell’aggressione, nonostante le ferite al viso e al cuoio capelluto, la ragazza era con ogni probabilità ancora cosciente. Avrebbe potuto urlare, spostarsi, cercare riparo. Solo i colpi successivi alla testa le hanno tolto questa possibilità. Il colpo finale, quello letale, l’ha raggiunta all’occipite. In tutto, dodici colpi.

Secondo la consulente, l’aggressione sarebbe durata tra i quindici e i venti minuti. Un dato che entra inevitabilmente in dialogo con i 23 minuti su cui si erano basati i giudici che condannarono Alberto Stasi: il tempo in cui, secondo quella ricostruzione, l’allora fidanzato di Chiara l’avrebbe aggredita, si sarebbe ripulito, avrebbe eliminato l’arma e acceso il computer a casa sua. Se la forbice di Cattaneo si fermasse ai 15 minuti, i conti potrebbero tornare anche per un altro scenario. Ma è un territorio su cui la consulenza non si avventura.

Sul fronte dell’orario, nessuna sorpresa: il decesso viene collocato tra le 7 e le 12.30, una finestra ampia che non restringe il campo e conferma le stime già elaborate negli anni. L’ultimo segnale certo di vita resta quello delle 9.12, quando Chiara disattiva l’antifurto di casa. Dopo, il silenzio: nessuna risposta a messaggi, nessuna chiamata ricevuta.

L’altro capitolo della consulenza riguarda Sempio. Lo scorso ottobre l’amico di Marco Poggi era stato convocato nei laboratori milanesi di Cattaneo per una serie di misurazioni antropometriche, piede compreso. Il risultato: i valori rilevati sono compatibili con una calzatura di taglio 42-43. Una misura che coincide con quella della scarpa marca Frau numero 42, la cui impronta a pallini era già stata associata all’assassino durante le indagini su Stasi. La compatibilità non è una prova, ma è un elemento che la Procura ha scelto di inserire nel fascicolo a carico di Sempio.