Il pensionato 73enne, solo, diabetico e con gravi difficoltà a camminare, non ha avuto scampo dall’incendio doloso nel suo appartamento popolare a Lomazzo. Il 42enne arrestato per omicidio lo tormentava chiedendogli soldi: lui lo aveva denunciato.
Como – C’è un modo atroce di morire che non dovrebbe esistere in nessun codice dell’orrore umano: intrappolato tra le fiamme della propria casa, nel cuore della notte, senza poter muovere un passo verso la salvezza. Giovanni Amenta, pensionato di 73 anni con gravi difficoltà di deambulazione, è morto così nella notte del 25 giugno, arso vivo nel suo appartamento al piano terra della palazzina Aler di via Somaini, a Lomazzo. A ucciderlo, secondo gli investigatori, è stato il suo vicino di casa: un uomo di 42 anni, arrestato poche ore dopo con l’accusa di omicidio e incendio doloso, e portato in carcere.
Erano passate da poco le 3 del mattino quando è stato versato del liquido infiammabile sullo zerbino davanti alla porta d’ingresso dell’appartamento e ha appiccato il fuoco. In pochi istanti il fumo e le fiamme hanno invaso i locali al piano terra, trasformando quella casa in una trappola mortale. Per Giovanni, costretto a muoversi con un deambulatore a causa del diabete e di patologie che gli impedivano di camminare autonomamente, non c’è stato alcuno scampo. È morto prima ancora che i soccorritori riuscissero a raggiungerlo.
A tradire il presunto assassino sono state le telecamere di sicurezza. Le immagini di un distributore di benzina della zona hanno ripreso il 42enne mentre riempiva una tanica di carburante poco prima del rogo. Sullo zerbino della vittima, i vigili del fuoco e i carabinieri hanno trovato tracce evidenti di sostanza accelerante, confermando senza ombra di dubbio l’origine dolosa dell’incendio.
Ma dietro quel fiammifero si nasconde una storia ancora più cupa. Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, il vicino – napoletano, classe 1983 – avrebbe tormentato Amenta per lungo tempo con continue richieste di denaro, approfittando della sua solitudine e delle sue condizioni di salute. Il pensionato, stanco di subire, aveva deciso di denunciarlo. Ed è proprio quella denuncia, secondo gli investigatori, ad aver scatenato la ritorsione più feroce.
Dall’incendio si è salvato il cane dell’anziano, soccorso e ricoverato in una clinica veterinaria dove resta in gravi condizioni. I quindici residenti dei sette appartamenti dello stabile sono stati evacuati, ma l’edificio non ha riportato danni strutturali.