IPM di Roma, il Dipartimento: “Indagini avviate grazie alle nostre denunce”

Il Capo Dipartimento Sangermano: interventi autorizzati dall’Autorità giudiziaria e misure adottate per garantire legalità e tutela dei minori.

Roma – “In riferimento agli articoli pubblicati da vari quotidiani, concernenti gli sviluppi relativi alle inchieste sull’Istituto Penale per i Minorenni di Roma «Casal del Marmo», si ritiene necessario e doveroso fornire alcune precisazioni a tutela della corretta informazione e dell’instancabile lavoro svolto dall’Amministrazione.

L’indagine penale, richiamata dagli organi di stampa, trae origine da reiterate denunce presentate all’Autorità Giudiziaria dallo scrivente Capo Dipartimento, basate sulle relazioni di servizio e sulle informazioni acquisite nel corso dell’attività amministrativa. Il ruolo di denunciante, riconosciuto dagli atti e determinante nell’avvio degli accertamenti, risulta tuttavia richiamato negli articoli in modo laconico, marginale e non conforme alla realtà dei fatti.

Si evidenzia, inoltre, che l’ispezione amministrativa presso l’IPM di Roma è stata disposta dopo aver ottenuto il Nulla Osta dell’Autorità Giudiziaria competente e che prima di tale atto non era giuridicamente possibile compiere alcuna azione, in quanto interferente con le attività investigative in corso.

A seguito delle risultanze ispettive e delle esigenze organizzative sono stati adottati, nel quadro delle garanzie istituzionali, ulteriori provvedimenti amministrativi, tra cui il trasferimento di quattro agenti di polizia penitenziaria verso altre sedi operative e l’assegnazione di un Direttore facente funzioni all’Istituto, in considerazione della temporanea assenza del titolare dell’incarico.

Tutte le attività sono state svolte nel rigoroso rispetto della Legge, con spirito di trasparenza e con la costante finalità di garantire legalità, tutela dei minori e corretto funzionamento dell’Istituto. Lo scrivente respinge pertanto ogni ricostruzione parziale, omissiva o fuorviante e ribadisce l’impegno dell’Amministrazione nel promuovere azioni tempestive e pienamente conformi alla Legge, per come dimostrato dalle denunce fatte per i fatti dell’IPM di Milano «Cesare Beccaria» e dell’IPM di Roma «Casal del Marmo».

Il Dipartimento continuerà a collaborare con l’Autorità Giudiziaria e a garantire la massima trasparenza nel pieno interesse della collettività e della tutela dei diritti delle persone coinvolte, ferma la presunzione di non colpevolezza degli indagati”. Così il Capo del Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità, Antonio Sangermano.