Il poliuretano non ignifugo avrebbe trasformato il locale in una trappola mortale: gocce di plastica incendiata e gas letali hanno saturato l’ambiente in meno di un minuto.
Crans-Montana – L’incendio che ha causato oltre 40 vittime durante i festeggiamenti di Capodanno nel locale “Le Constellation” a Crans-Montana non è stato solo una fatalità, ma il risultato di una combinazione letale tra materiali e condizioni ambientali. Mentre la Procura del Vallese continua le indagini, emergono i primi dettagli sulla natura dei rivestimenti isolanti installati nel seminterrato.
Secondo le ricostruzioni, le scintille delle candele pirotecniche utilizzate durante la festa avrebbero innescato l’incendio sul soffitto rivestito con schiuma poliuretanica. Se priva di trattamenti ignifughi, questa sostanza plastica brucia rapidamente e si liquefa, producendo gocce di materiale fuso e incendiato. I testimoni hanno descritto una pioggia di fuoco che cadeva dall’alto, colpendo le persone e rendendo quasi impossibile la fuga.
Oltre alle fiamme, la combustione del poliuretano rilascia sostanze estremamente pericolose: monossido di carbonio e acido cianidrico. Quest’ultimo gas può causare la perdita di coscienza dopo poche inalazioni. In un ambiente chiuso e sotterraneo con scarsa ventilazione, la concentrazione di questi fumi ha raggiunto livelli letali in tempi brevissimi, impedendo l’evacuazione.
Le autorità elvetiche impongono standard rigorosi per i materiali utilizzati in locali pubblici interrati. La normativa AICAA/VKF richiede rivestimenti certificati RF1 o RF2, classificati come incombustibili o a bassissimo contributo d’incendio. L’inchiesta dovrà ora verificare se i pannelli acustici installati nel “Le Constellation” rispettassero queste specifiche o fossero invece materiali commerciali privi di protezione ignifuga.
Tra le vittime della tragedia figurano anche cittadini italiani, con 6 persone ancora disperse e 13 ferite, tra cui una sedicenne milanese in coma ricoverata a Zurigo.