In Lombardia la povertà non è più un’emergenza ma una condizione stabile

A livello nazionale, intanto, il numero dei “nuovi poveri” in regione supera quello medio del Paese.

Il rapporto Caritas 2025 racconta una regione dove l’indigenza si è ormai radicata nel tempo, con un numero crescente di persone sostenute da oltre un decennio e un peso sempre maggiore della fragilità sanitaria e della solitudine tra la popolazione più anziana, secondo quanto riferisce il Giorno.

A Brescia, dove la diocesi tiene un proprio osservatorio, il responsabile Diego Mesa ha descritto un fenomeno che va oltre la semplice crescita numerica: più che un’impennata degli accessi, si osserva un consolidamento della povertà, che si presenta oggi con problematiche più stratificate rispetto al passato. Mesa ha sottolineato anche un limite oggettivo di ricettività dei centri di ascolto, spiegando che laddove i numeri salgono è spesso perché è aumentata l’offerta di servizi. Nel centro diocesano bresciano, su 430 persone incontrate nel 2025, quasi la metà si è rivolta per la prima volta a un servizio di ascolto, un segnale di quanto la platea dei nuovi poveri continui ad allargarsi.

I dati regionali confermano questa lettura su scala più ampia. La Lombardia resta la regione italiana con il maggior numero di persone seguite da Caritas, 38.337 in totale, pari a circa il 13,7% di tutti gli assistiti a livello nazionale, con una lieve prevalenza femminile. Rispetto al 2024 gli accessi sono cresciuti del 4,3%, mentre l’indice di rischio povertà elaborato da PoliS-Lombardia si attesta a 9,2, ben al di sotto della media italiana di 18,6: un divario che, letto insieme alla sostanziale stabilità dei valori rispetto all’anno precedente, indica come la povertà lombarda abbia ormai assunto tratti strutturali più che emergenziali.

Sul fronte delle cause, la condizione economica resta il problema prevalente, segnalato dal 72,2% delle persone ascoltate, seguito dalle difficoltà occupazionali, che riguardano il 35,2% dei casi, una quota inferiore al dato nazionale. Pesano anche le questioni abitative, mentre sul fronte dell’immigrazione la Lombardia registra una percentuale di criticità superiore alla media italiana. A livello nazionale, intanto, il numero dei “nuovi poveri” in regione supera quello medio del Paese, segno che la crisi continua a intercettare fasce di popolazione fino a poco tempo fa estranee al circuito dell’assistenza.