“Impara a comportarti”, poi la coltellata: muore in spiaggia davanti ai bagnanti

Il killer è ancora in fuga. L’orrore al Prolungamento di Savona, sotto gli occhi di decine di turisti, molti giovanissimi.

Savona Doveva essere una domenica di mare come tante, si è trasformata in una scena di sangue davanti a centinaia di bagnanti increduli. Un uomo di 37 anni, di origine straniera e senza fissa dimora, è morto nella notte dopo essere stato colpito a coltellate nel primo pomeriggio di ieri, domenica 5 luglio, sulla spiaggia libera del Prolungamento, sotto il piazzale Eroe dei Due Mondi. Arrivato in arresto cardiaco all’ospedale San Paolo, intubato e trasportato in codice rosso, è stato operato d’urgenza e trasferito in rianimazione con prognosi riservata. Ma non c’è stato nulla da fare. E ora si dà la caccia al suo assassino, sparito nel nulla subito dopo il gesto.

Erano da poco passate le 15.30 quando, tra ombrelloni e asciugamani, è scoppiata la lite. Secondo la ricostruzione, i due uomini si conoscevano e da giorni condividevano un accampamento di fortuna sul litorale. All’apice della discussione l’aggressore ha scandito bene le parole – “impara a comportarti– poi ha tirato fuori un coltello e ha colpito la vittima al basso ventre.

A raccontare l’orrore è Benedetto Brandolani, 18 anni, di Codogno, che si trovava a pochi metri con la fidanzata e un amico. “Le loro urla hanno attirato la mia attenzione”, ha riferito al Secolo XIX. “Dopo il colpo, la vittima si è girata verso gli amici e ha urlato: ‘Ragazzi, mi ha accoltellato’. Ha camminato fino alla scaletta e, arrivato in piazza vicino a un’attrazione del luna park, si è accasciato a terra. Il giovane ha chiamato i soccorsi e fornito la descrizione dell’uomo alle forze dell’ordine: “Ho visto tanta indifferenza in quella spiaggia”.

Sul posto sono intervenuti 118, carabinieri, polizia e guardia costiera. L’aggressore, dopo aver colpito, si sarebbe cambiato i vestiti e sarebbe fuggito lungo la spiaggia in direzione di Ponente. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Luca Traversa, puntano sulla fitta rete di videosorveglianza della zona per ricostruirne ogni movimento. La vittima, sempre secondo i primi accertamenti, dormiva da circa una settimana in una tenda nella parte più appartata del Prolungamento, sotto le mura del forte Priamar.

Il movente resta un giallo: quella frase pronunciata prima del fendente fa pensare a una vendetta o a un regolamento di conti, e non si escludono questioni legate allo spaccio. Intanto gli operatori degli stabilimenti balneari alzano la voce: “Da tempo denunciamo una situazione ormai ingestibile. Si aspetta che ci scappi il morto? Serve un presidio fisso: una spiaggia così affollata e senza sorveglianza non è accettabile”.