Il test della bacinella è utile per una prima selezione, ma non basta da solo a stabilire se il frutto è sano e buono da mangiare.
C’e chi le chiama leggende della nonna e chi la considera una vera e propria scienza da cucina. Fatto sta che buttare le castagne a bagno per vedere l’effetto che fa resta uno dei trucchi piu amati dell’autunno. Ma perche qualche frutto va a finire dritto sul fondo mentre qualcun altro resta a galla senza vergogna? Questione di fisica e di salute del frutto, niente di strano.
Il principio alla base e una sciocchezza: l’acqua non mente sulla densita. Se la castagna e bella soda e carica di umidita, affonda senza fare storie. Se invece comincia a galleggiare senza meta, gatta ci cova. Li sotto potrebbe esserci lo zampino dei vermi che si sono fatti un banchetto a nostre spese, oppure un principio di muffa che ha creato camere d’aria nascoste. Altre volte e solo una questione di vecchiaia: il frutto si e prosciugato con il tempo e la buccia bucata ha fatto il resto.
Viene da chiedersi: quelle che restano a galla sono da buttare? Piano con i giudizi affrettati. La prova della catinella da una grossa mano a fare una prima cernita, ma non e la verita colata dal cielo. Un frutto a galla potrebbe essere soltanto un po’ stagionato ma ancora buono da mangiare, mentre una castagna che va a fondo potrebbe riservare brutte sorprese una volta aperta.
Per portare in tavola la qualita vera, conviene aguzzare la vista e fidarsi delle proprie mani:
- L’abito fa il monaco: la scorza dev’essere lucente, marrone scura e uniforme, senza il minimo buchino o macchia strana.
- Tatto d’acciaio: la castagna va premuta forte tra le dita. Se cede sotto la pressione, meglio lasciar perdere.
- La prova del nove: quando la spaccate a meta, la polpa dev’essere candida, senza traccia di polverine sospette o muffe.
Chiaro che se avvertite odori strani, c’e poco da fare: meglio scartare senza rimpianti.
Tuffare i frutti nell’acqua ha un doppio vantaggio tutt’altro che secondario. Non solo smaschera i pezzi difettosi, ma ammorbidisce pure la pellicina ostinata, rendendo la sbucciatura un gioco da ragazzi. In piu, l’idratazione salva la polpa dal diventare un mattone secco durante la cottura in padella o nel forno di casa.
Un ultimo consiglio d’oro prima di accendere i fornelli? Ricordatevi sempre di fare il classico taglio sulla buccia. Altrimenti rischiate di sentire i fuochi d’artificio direttamente in cucina.



