Violenza sessuale nei confronti dell’ex moglie: arrestato

L’uomo, posto ai domiciliari con braccialetto elettronico, non si rassegnava alla fine della relazione e continuava a perseguitarla.

Avellino – C’è un confine invisibile dentro cui una donna ha vissuto per anni, prigioniera in casa sua: non poteva guidare l’auto, non poteva uscire da sola, non poteva nemmeno decidere a che ora alzare lo sguardo dal telefono che squillava a ogni ora. Dall’altra parte di quelle catene c’era l’uomo che diceva di amarla, l’ex marito e padre dei suoi figli, che non si era mai rassegnato alla fine della loro storia e aveva trasformato la vita di lei in un assedio senza tregua, fatto di minacce, umiliazioni e violenze consumate tra le mura domestiche.

La vicenda arriva da Grottaminarda, in provincia di Avellino, dove i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti dell’uomo, gravemente indiziato di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravata e continuata ai danni dell’ex compagna. A disporre la misura cautelare è stata la Procura di Benevento, al termine di un’indagine che ha ricostruito mesi di terrore.

A far scattare tutto è stata la denuncia del padre della vittima, esasperato dopo l’ennesimo episodio di intimidazione. Quella notte l’uomo si era presentato sotto l’abitazione della ex, l’aveva tempestata di messaggi e aveva bussato con forza alla tapparella fino a tentare di sollevarla per entrare, nella casa dove la donna vive con i figli minorenni.

Solo allora, superata la paura, la vittima ha trovato il coraggio di raccontare agli investigatori l’inferno quotidiano a cui era sottoposta. Un regime vessatorio fatto di offese, percosse e rapporti sessuali imposti con la violenza, nonostante il suo evidente rifiuto. L’uomo controllava ogni sua mossa, le vietava di guidare e di uscire da sola, decideva al posto suo persino le più piccole scelte di ogni giorno.

Finita la relazione, l’ossessione non si era placata. L’ex compagno aveva continuato a cercarla giorno e notte via WhatsApp, con il pretesto dei figli ma in realtà per controllare ogni suo spostamento, arrivando a minacciare di farle del male e persino di compiere gesti autolesionistici pur di costringerla a incontrarlo.

Il racconto della donna ha trovato pieno riscontro nelle testimonianze di familiari, vicini di casa, amici e conoscenti e, soprattutto, nelle chat recuperate dagli inquirenti, che hanno fotografato il controllo ossessivo esercitato su di lei. Ora per l’uomo si sono aperte le porte degli arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico a vigilare ogni suo passo.