Il mercato dell’usato tiene banco

Permette di acquistare prodotti in buone condizioni a prezzi notevolmente ridotti, spesso con sconti che superano il 30% rispetto al nuovo. Risparmio e convenienza.

Il mercato dell’usato si è diffuso a macchia d’olio. Per chi vive a Milano l’espressione “Secondamano” ricorda la storica rivista di annunci economici e compravendita tra privati, nata nel 1977. Ha segnato la nascita del mercato dell’usato e del riuso in Italia, permettendo ai cittadini di pubblicare annunci per vendere o cercare auto, casa, lavoro e oggetti vari.

Oggi il mercato di seconda mano si è molto diffuso, forse a causa delle basse risorse finanziarie a disposizione o perché è cresciuta la consapevolezza verso un sistema economico circolare, in cui beni già posseduti da qualcuno vengono venduti, scambiati o donati a un nuovo proprietario. Include una vasta gamma di articoli, come abbigliamento, mobili, libri, dispositivi elettronici e automobili.

Permette di acquistare prodotti in buone condizioni a prezzi notevolmente ridotti, spesso con sconti che superano il 30% rispetto al nuovo. Favorendo il riuso si riducono gli sprechi e si allontana la possibilità che oggetti ancora utili finiscano in discarica. Oltre a luoghi fisici il mercato si articola anche grazie ad applicazioni digitali che mettono in contatto diretto acquirenti e venditori (es. Vinted, Subito, o Wallapop).

Secondo gli ultimi dati sul tema, a cura di Ipsos Doxa (società di ricerche di mercato e sondaggi d’opinione), oltre il 60% di connazionali sono coinvolti in questo tipo di mercato. Il focus della scelta è il risparmio su prodotti di varia natura che necessitano al fabbisogno familiare. Rispetto ad indagini precedenti la quota di popolazione che opta per l’usato è in crescita, così come quella di chi vende, tant’è che il giro d’affari equivale all’1,2% del PIL. Un modo che riesce a conciliare esigenze diverse: risparmio per chi acquista, un ricavo per chi vende e benefici per l’ambiente. 

Usato che passione. E conviene.

E’ in crescita anche la frequenza con cui si sceglie quest’opzione. Ad accelerare il processo non poteva che essere la tecnologia digitale, ormai la compravendita on line è diventata consuetudine per molti italiani. Questo è favorito dalla velocità dello strumento, la comodità di starsene a casa, una scelta a vasto raggio e il servizio a disposizione h24. Che si vuole di più dalla vita?

I settori più appetibili sono: casa e persona; sport e hobby; elettronica e veicoli; abbigliamento e accessori; libri e riviste; arredamenti e casalinghi. Secondo gli autori della ricerca le motivazioni fondamentali del successo del mercato di seconda mano sono risparmio e ritorno economico. Inoltre le muove generazioni sembrano spinte anche da una consapevolezza etica e ambientale. In un quadro economico incerto questo mercato è una valida risorsa per il sostentamento del bilancio familiare.

Alla fine della giostra non si tratta di una grande novità. Come si dice in questi casi “Niente di nuovo sul fronte occidentale”. E’ già capitato in altri contesti storici che ci si deve adattare alle mutate condizioni economiche. Chi è in là con gli anni, e coi capelli innevati, ricorderà i famosi “mercatini delle pulci”.

Quelli dell’era moderna nacquero a Parigi tra il 1860 e il 1870. Il nome deriva dal francese “marché aux puces”, nato per indicare i mercati dell’usato dove venivano venduti abiti e tappeti usati e spesso infestati dalle pulci. Col tempo si sono trasformati in mercati all’aperto dove i privati vendono oggetti di seconda mano, vintage o da collezione. Proprio come succede oggi, con l’aggiunta del digitale.