Il limbo dei vigili idonei di Roma

Hanno superato tutte le prove, ma restano fermi in graduatoria. Tra vincoli di bilancio e organici vuoti, la scadenza si avvicina.

Roma – Erano in 25.000 a volerlo fare. Hanno affrontato una preselettiva, uno scritto, un orale, prove fisiche. Ne sono usciti idonei poco più di 2.700. Di questi, oltre 1.300 hanno già firmato il contratto e indossano oggi la divisa della polizia locale di Roma Capitale. Gli altri, circa 1.400, stanno ancora aspettando. Con una data cerchiata sul calendario: febbraio 2027, quando la graduatoria scade.

Il paradosso è evidente a chiunque voglia vederlo. Per arrivare alla dotazione organica teorica la polizia locale della Capitale avrebbe bisogno di quasi tremila agenti in più: ne servirebbero oltre 8.000, sono poco più di 5.500. Una città da tre milioni di abitanti, con il Giubileo appena concluso e i cantieri del PNRR ancora da presidiare, ha un Corpo drammaticamente sottodimensionato. E ha già in mano una lista di persone selezionate, valutate, pronte a partire. Eppure non riesce a chiamarle.

Il motivo sta nei numeri del bilancio capitolino. Il Comune ha una capacità di assunzione di circa 1.200 unità l’anno, imposta dai limiti di spesa previsti per gli enti locali in difficoltà finanziaria. Una cifra che deve coprire tutto in una volta: stabilizzazioni nel comparto scuola, concorsi già banditi per profili tecnici e amministrativi, e solo in parte i vigili. La coperta è corta e ogni scelta lascia qualcuno fuori.

Gli idonei non ci stanno a sparire in silenzio. Una petizione online ha raccolto oltre 1.300 firme in meno di ventiquattr’ore, chiedendo uno scorrimento di 500 unità entro il 2026 e l’esaurimento totale della graduatoria entro il 2027, prima che scada. Dietro ogni firma c’è una storia concreta: mesi di studio, manuali, simulatori, corsi che costano anche 1.500 euro, prove fisiche superate con margini minimi. Persone che hanno investito tempo e denaro in un progetto professionale preciso e che ora si trovano sospese in un limbo senza scadenza certa.

Dal Campidoglio arriva una rassicurazione, ma con riserva. Il Comune intende chiedere al governo la proroga della graduatoria finché non saranno assunti tutti, ma i tempi dipenderanno dalle risorse disponibili anno per anno. Una promessa che non è un impegno vincolante.

Il problema di fondo è strutturale e viene da lontano. Negli ultimi dieci anni Roma Capitale ha perso quasi duemila unità di personale di ruolo, con un minimo storico toccato nel 2023. Un’amministrazione che si è progressivamente svuotata e che ora cerca di recuperare terreno con una macchina assunzionale che i vincoli di spesa rendono necessariamente lenta.

Per chi aspetta la chiamata, febbraio 2027 non è una data astratta da calendario. È la scadenza di un progetto costruito pagina dopo pagina, prova dopo prova. E l’incertezza su quanti di loro riusciranno davvero a indossare quella divisa, prima che il tempo finisca, è tutto tranne che una questione burocratica.