Tragedia a La Storta durante la cena in famiglia, inutile la corsa al Gemelli. Vitorchiano, il paese del nonno, proclama il lutto cittadino.
Roma – Doveva essere una sera come tante: la cena in famiglia, le chiacchiere a tavola, un frutto tagliato a pezzetti per il più piccolo di casa. Invece, in una manciata di istanti, un’abitazione della Storta, all’estrema periferia nord della Capitale, è diventata il teatro di un dramma che ha spezzato il cuore di due comunità. Il piccolo Davide D’Orazi, appena un anno e mezzo, è morto soffocato da uno spicchio di mela che gli ha ostruito le vie respiratorie.
È successo mercoledì 28 ottobre, in serata, nella casa sulla via Cassia dove il bambino viveva con mamma e papà. Il boccone gli è andato di traverso e il respiro si è fatto subito affannoso. Mentre i familiari cercavano disperatamente di liberargli la gola, partiva la chiamata al 118. Soccorsi immediati, poi la corsa in codice rosso verso il Policlinico Gemelli: i sanitari hanno tentato di rianimarlo già a bordo dell’ambulanza, quindi i medici dell’ospedale hanno provato l’impossibile. Ma per Davide non c’è stato nulla da fare.
La notizia è rimbalzata in poche ore fino a Vitorchiano, nel Viterbese, il paese d’origine del papà, dove vivono i nonni. Il piccolo era il nipote di Raffaele D’Orazi, ex consigliere comunale e sindacalista della Cisl, mentre la nonna ha insegnato per trent’anni nel borgo della Tuscia. Una famiglia conosciuta e stimata da tutti, oggi travolta da un lutto impossibile da accettare.
Il sindaco Ruggero Grassotti ha proclamato il lutto cittadino e ha affidato ai social parole cariche di commozione:
“Una notizia terribile che ha lasciato attoniti tutti gli abitanti di Vitorchiano. La nonna e il nonno del piccolo sono molto conosciuti in paese, con la nonna ho lavorato per oltre vent’anni, siamo tutti molto colpiti”.
Il primo cittadino ha ricordato come incidenti simili “capitano sempre più spesso ma restano imprevedibili”, lasciando dietro di sé “un dolore profondo“. Un abbraccio alla famiglia è arrivato anche dalla consigliera comunale di Viterbo Luisa Ciambella, per cui davanti a una tragedia così grande “ogni parola appare insufficiente”.
Sulla morte del bambino è stata aperta un’indagine, come da prassi. I carabinieri hanno ricostruito la dinamica, che porta verso una tragica fatalità, ma si attende l’esito dell’autopsia per chiudere gli accertamenti. Nei prossimi giorni potrebbero essere ascoltati i genitori e chi si trovava in casa quella sera.



