Girava con lampeggiante e sfollagente: beccato un finto poliziotto

La Finanza, a seguito di ispezione veicolare, ha trovato nell’auto anche una placca metallica recante la dicitura contraffatta “Polizia Giudiziaria”.

Roma – I finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio e di contrasto ai fenomeni di illegalità diffusa nelle periferie urbane, hanno deferito alla locale autorità giudiziaria un cittadino italiano trovato in possesso di segni distintivi contraffatti in uso alle forze dell’ordine e di un’arma atta a offendere.

L’operazione è stata condotta nel pomeriggio dai Baschi Verdi del gruppo Pronto impiego Roma nel quadrante est della Capitale, nei pressi del Villaggio Prenestino.

Durante il pattugliamento in via Don Primo Mazzolari, nel quadrante est della Capitale, i militari hanno intercettato un’autovettura Renault Clio che circolava con un dispositivo luminoso a luce blu (lampeggiante) attivo e ben visibile sul cruscotto. Insospettiti dalla circostanza, i finanzieri hanno fermato il mezzo per un controllo approfondito sul conducente, risultato essere un privato cittadino già gravato da precedenti di polizia.

L’accurata ispezione veicolare ha permesso di rinvenire all’interno dell’abitacolo un secondo lampeggiante blu magnetico analogo a quelli in dotazione alle forze di polizia, uno sfollagente telescopico e una placca metallica recante la dicitura contraffatta “Polizia Giudiziaria”.

Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro penale, mentre l’uomo è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Roma per le ipotesi di reato di possesso di segni distintivi contraffatti (art. 497-ter C.P.) e porto abusivo di oggetti atti ad offendere (art. 4 Legge n. 110/1975).

L’intervento svolto dai reparti speciali della Guardia di Finanza si inserisce nel più ampio dispositivo di sicurezza sussidiaria e monitoraggio delle aree periferiche della Capitale.

L’indebito utilizzo di contrassegni e dispositivi d’istituto rappresenta una grave minaccia alla pubblica fede e alla sicurezza stradale, potendo trarre in inganno i cittadini e compromettere l’integrità delle funzioni pubbliche. Il costante controllo del territorio operato dal Corpo mira a prevenire simili condotte illecite, garantendo il rispetto dei simboli dello Stato e la tutela della collettività nelle zone urbane più sensibili.