Tre imprenditori sono stati condannati in via definitiva per l’uso di fatture false e l’evasione sistematica di imposte dirette e Iva.
Savona – Militari del comando provinciale della guardia di finanza, nell’ambito dei propri compiti istituzionali, tesi all’individuazione e alla repressione dei più gravi fenomeni di evasione fiscale, hanno dato esecuzione, su delega del Tribunale di Savona, ad una confisca patrimoniale emessa nei confronti di tre imprenditori di origini albanesi, residenti in Albenga e operanti, mediante una società in accomandita semplice a carattere familiare, nel settore delle ristrutturazioni edilizie.
L’attività delle Fiamme Gialle, che trae le proprie origini da una verifica fiscale, intrapresa dalla Compagnia di Albenga, nei confronti del soggetto economico riconducibile agli imprenditori, ha fatto emergere una frode fiscale, espletata mediante lo sfruttamento di soggetti c.d. prestanome e il sistematico utilizzo, nelle dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e dell’Iva, di fatture per operazioni inesistenti, per un importo totale di 543.987,00 euro, artatamente predisposte dagli stessi e fatte risultare nella contabilità come emesse da parte di ignari imprenditori di svariate regioni italiane che, sentiti in atti, disconoscevano di aver mai intrattenuto rapporti economici e commerciali con i predetti imprenditori ingauni.
Al termine della verifica fiscale, pertanto, i militari segnalavano i tre soggetti, in concorso, alla locale Procura della Repubblica per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; all’esito del processo penale, gli imprenditori sono stati riconosciuti colpevoli dei reati contestati e due di essi sono stati condannati, in via definitiva, ad un anno e undici mesi di reclusione, mentre il terzo ad un anno e quattro mesi, con applicazione delle pene accessorie dell’interdizione dai pubblici uffici, dagli uffici direttivi di persone giuridiche e imprese e di contrarre con la Pubblica Amministrazione per un anno.
Nei confronti dei condannati, inoltre, è stata disposta la confisca, anche per equivalente, fino a concorrenza della somma di 233.928,00 euro, corrispondente al profitto del reato illecitamente percepito dagli stessi, eseguita, nei giorni scorsi, dai finanzieri sui conti correnti intestati agli imprenditori e già versata al Fondo Unico Giustizia.