A poche settimane dal disastro, i magistrati gelesi sono vicini a dare un nome ai responsabili. Sul territorio intanto prende forma la macchina dei risarcimenti.
Caltanissetta – Si avvicina una svolta giudiziaria nel caso della frana che ha sconvolto Niscemi. Mentre il fascicolo aperto dalla Procura di Gela resta ancora formalmente privo di imputati, chi segue da vicino l’inchiesta parla di una decina di nomi pronti a entrare nel registro degli indagati questione di giorni.
A guidare il pool di magistrati è il procuratore capo Salvatore Vella. Il lavoro degli inquirenti si è fatto sempre più serrato nelle ultime settimane, con sopralluoghi diretti sul terreno e analisi tecniche condotte con il supporto di esperti dell’ateneo palermitano. Al centro dell’indagine c’è una domanda che attraversa decenni di storia amministrativa locale: dal 1997 a oggi, qualcuno ha mancato ai propri doveri? Ci sono interventi di consolidamento rimasti nei cassetti, responsabilità che nessuno ha mai rivendicato?
Parallelamente all’iter giudiziario, il territorio cerca di ripartire. Le prime risorse economiche hanno cominciato a raggiungere chi ha perso la casa, con quasi ottanta famiglie che hanno già ottenuto il via libera a un contributo per trovare una sistemazione alternativa. A dare ulteriore impulso alla gestione dell’emergenza sarà Fabio Ciciliano, commissario straordinario che si insedia proprio oggi con il mandato di accelerare le operazioni più urgenti: ridefinire i confini della zona a rischio, ricollocare i nuclei familiari ancora senza tetto e avviare, dove necessario, le demolizioni degli edifici compromessi.