La guardia giurata avrebbe ucciso la moglie dopo una lite in camera da letto: resta in carcere con l’accusa di femminicidio.
Foggia – Il giudice per le indagini preliminari ha dato l’ok al fermo di Antonio Fortebraccio, 48 anni, guardia giurata finita al centro di un’accusa pesantissima: l’omicidio della moglie, Stefania Rago. Una vicenda che ha scosso tutti e che, passo dopo passo, sta prendendo contorni sempre più definiti.
Il GIP di Foggia ha dato l’ok al fermo di Antonio Fortebraccio, 48 anni, guardia giurata finita al centro di un’accusa pesantissima: l’omicidio della moglie, Stefania Rago. Una vicenda che ha scosso tutti e che, passo dopo passo, sta prendendo contorni sempre più definiti.
Tutto sarebbe successo la sera del 23 aprile. In casa, tra le mura della camera da letto, la situazione sarebbe degenerata nel giro di pochi minuti. Secondo gli investigatori, al culmine di una lite — di quelle che fanno saltare i nervi — l’uomo avrebbe impugnato la pistola d’ordinanza e fatto fuoco quattro volte. Un’escalation improvvisa, che ha trasformato una discussione in tragedia.
Poi, a caldo, la svolta: Fortebraccio si è presentato da solo dai carabinieri. Senza giri di parole, si è consegnato. Durante l’interrogatorio di garanzia ha scelto però di non dire nulla, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Una linea difensiva netta, almeno per ora.
Il Gip, dopo aver esaminato gli atti, ha convalidato il fermo e disposto il carcere. L’accusa contestata è quella di femminicidio. Una parola che pesa come un macigno e che, in casi come questo, non lascia spazio a interpretazioni leggere.