Focolaio di epatite A al Lago Fusaro, sospesa la vendita di cozze

Sette campioni contaminati su 57 prelievi: milioni di danni per gli allevatori di mitili, ma i ricoveri al Cotugno sono in calo.

Napoli – Il Lago Fusaro di Bacoli, rinomato per la qualità dei suoi molluschi, è al centro dell’emergenza epatite A che da mesi colpisce la Campania. I controlli effettuati dall’Asl di Napoli tra il 31 marzo e il 1 aprile hanno rilevato la presenza del virus Hav in 7 campioni pool su 57 prelievi analizzati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Un dato che ha spinto le autorità sanitarie a disporre il blocco immediato di ogni attività commerciale legata alle cozze prodotte nell’area.

Fino al 31 marzo, i positivi erano stati 9 su oltre 400 campionamenti complessivi. La concentrazione improvvisa del patogeno ha quindi accelerato la decisione di chiudere completamente il lago, impedendo sia l’ingresso che l’uscita di prodotto.

A pagare il prezzo più alto sono gli allevatori di mitili, del tutto estranei alla diffusione del virus. Le stime preliminari parlano di un valore compreso tra i 250 e i 300mila euro per i molluschi attualmente fermi nel lago. La Regione Campania dovrà valutare se procedere alla distruzione del prodotto, alla depurazione delle acque e all’eventuale erogazione di ristori per i produttori danneggiati.

Sul fronte sanitario, invece, arrivano segnali più incoraggianti. Al Cotugno, ospedale di riferimento per le malattie infettive, i ricoverati sono scesi a 25, con una media di circa due nuovi accessi giornalieri al pronto soccorso. Il focolaio, esploso fuori stagione a partire da febbraio in Campania e nel basso Lazio, sembra dunque avviarsi verso un graduale ridimensionamento.

Le autorità ricordano che il consumo di frutti di mare cotti rimane sicuro, a patto che vengano bolliti per almeno 4-5 minuti e acquistati esclusivamente attraverso canali ufficiali e tracciati, evitando assolutamente i venditori abusivi.