Nel server professionale trovati oltre 150 filmati. Le riprese erano archiviate sul server aziendale e accessibili ai dipendenti.
Sesto San Giovanni – Tra le pratiche condominiali e i documenti contabili di uno studio a Sesto San Giovanni, gli investigatori hanno scoperto un archivio digitale di circa centocinquanta filmati che ritraevano donne in situazioni intime e private. L’archiviazione era meticolosa: ogni cartella contrassegnata da un nome, ogni file corrispondente a una registrazione effettuata senza che le protagoniste ne fossero a conoscenza.
La Procura di Monza ha aperto un’inchiesta con procedura d’urgenza, applicando il codice rosso. Sotto accusa un amministratore di condomini di sessant’anni, denunciato da tre donne che hanno scoperto di essere state riprese a loro insaputa. L’uomo avrebbe sistematicamente documentato momenti privati con professioniste, clienti e conoscenti, trasformando relazioni personali e lavorative in occasioni per alimentare questo database clandestino.
Secondo quanto emerso dalla perquisizione, il materiale non era custodito in luoghi protetti ma conservato sul server dello studio, mescolato ai normali file aziendali. Chiunque avesse accesso ai sistemi informatici dell’ufficio avrebbe potuto visualizzare le registrazioni durante le ordinarie attività lavorative.
I filmati sequestrati coinvolgono almeno quindici donne diverse. Oltre alle scene di natura sessuale, registrate durante rapporti consensuali ma senza che le partner sapessero di essere filmate, gli inquirenti hanno trovato riprese effettuate con telecamere nascoste in vari ambienti: bagni, spazi sotto le scrivanie durante appuntamenti professionali, zone dell’ufficio frequentate da dipendenti e visitatrici.
Gli inquirenti stanno analizzando i dispositivi informatici per stabilire se il materiale sia stato distribuito anche all’esterno dello studio.