Feriti Crans-Montana, l’ultimo bollettino dal Niguarda

I medici confermano la delicatezza del quadro clinico: ustioni estese, problemi respiratori e prognosi ancora riservata.

Milano – Il quadro clinico dei feriti coinvolti nel disastro di Crans-Montana resta estremamente delicato e l’evoluzione delle prossime settimane sarà decisiva. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento medico diffuso dall’ospedale Niguarda, che sta assistendo undici pazienti trasferiti in elicottero dalla Svizzera dopo l’incendio.

Tra i ricoverati, la maggior parte ha un’età compresa tra i quindici e i sedici anni; fanno eccezione una donna di 29 anni, la veterinaria Eleonora Palmieri, e Alessandra Galli, 55 anni. I sanitari spiegano che le ustioni, di secondo e terzo grado, interessano superfici corporee che vanno da una percentuale minima del dieci per cento fino a oltre la metà del corpo, colpendo arti, dorso e volto. In diversi casi sono presenti anche gravi compromissioni polmonari dovute all’inalazione di fumi, tali da rendere necessario il supporto meccanico alla respirazione.

Sei pazienti si trovano attualmente in terapia intensiva e vengono considerati in condizioni particolarmente serie, poiché necessitano di trattamenti complessi per la prevenzione delle infezioni, il sostegno delle funzioni vitali e il controllo metabolico. Tra questi, tre versano in condizioni critiche.

Tutti i ricoverati sono sedati e la prognosi rimane riservata. I medici sottolineano che è ancora presto per parlare di un miglioramento stabile e che i percorsi di cura saranno lunghi, articolati e destinati a protrarsi per diverse settimane.

Resta inoltre aperta la possibilità di un ulteriore trasferimento dalla Svizzera: un paziente attualmente ricoverato a Zurigo non è al momento trasportabile, ma il collegamento con il Niguarda rimane attivo sia per un eventuale trasferimento sia per garantire supporto ad altri feriti che dovessero necessitare di cure specialistiche.