Patrizio Gonnella: “Gli stranieri costituiscono il 18% del totale degli autori, sono 16 su 87 le vittime dei killer non italiani”.
Roma – “Ridurre il tema della violenza sessuale o dei femminicidi a questione di nazionalità non tiene conto della complessità di un fenomeno dalle radici antiche. Chiamare in causa presunte provenienze etniche come base di comportamenti criminali – come ha fatto il ministro della Giustizia Carlo Nordio – significa andare alla ricerca di capri espiatori e nemici. Le statistiche aiutano a decostruire i pregiudizi”. Lo afferma Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. “I detenuti stranieri – aggiunge Gonnnella sono in calo rispetto a quindici anni fa, sia in termini relativi che assoluti. Oggi sono circa il 31% del totale della popolazione detenuta contro il 37% di qualche anno addietro”.
E “se guardiamo agli stranieri regolarmente presenti nel territorio, – prosegue – i tassi di detenzione sono addirittura più bassi rispetto agli italiani. Una ragionata politica di regolarizzazione di molti immigrati contribuirebbe a creare una società sicura. Gli stranieri sono tendenzialmente condannati per reati meno gravi rispetto agli autoctoni ma non per questo diremmo mai che gli italiani sono tutti tendenzialmente potenziali criminali. I femminicidi commessi da stranieri sono risultati in calo tra il 2023 e il 2024. Secondo i dati Eures sarebbero diminuiti nei primi 11 mesi del 2024 da 23 a 16. Gli stranieri costituiscono il 18% del totale degli autori di femminicidi: 16 donne sono state uccise da stranieri, su un totale di 87 donne uccise in famiglia”.

Gonnella interviene dopo la polemica di ieri sulle parole del ministro Nordio, che a margine di un convegno aveva dichiarato che i femminicidi “si radicano probabilmente nell’assoluta mancanza non solo di educazione civica ma anche di rispetto verso le persone, soprattutto per quanto riguarda giovani e adulti di etnie che magari non hanno la nostra sensibilità verso le donne“. Parole che hanno provocato la rivolta delle opposizioni. In testa il Pd. “Quello di Nordio è un razzismo strisciante che emerge in tutto il suo fulgore, fuori luogo e fuori tempo: a quando il ‘manifesto della razza’? Sarebbe gravissimo se la premier Meloni non prendesse le distanze da tali affermazioni”, ha detto la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga. Il Guardasigilli ha poi replicato: “Sono polemiche così banali che non le commento”.
Ai cronisti che gli chiedono se è allo studio da parte del ministero qualche ulteriore provvedimento su questo tema, il Guardasigilli risponde: “In questo momento no, perché abbiamo veramente fatto l’impossibile, sia come attività preventiva per incentivare il Codice rosso e accelerare i termini, sia nell’aspetto repressivo abbiamo addirittura introdotto il reato di femminicidio, cosa che ci è costata anche qualche critica. Purtroppo – aggiunge Nordio – è una questione di educazione. C’e’ bisogno di un’attivita’ a 360 gradi proprio educativa soprattutto nell’ambito delle famiglie dove si forma il software del bambino, che può essere un inizio per cambiare rotta”.