Imprenditore ai domiciliari e poi interdetto: gestiva società intestate a prestanome per ottenere indebiti vantaggi fiscali.
Savona – Militari del comando provinciale della guardia di finanza, nell’ambito dei propri compiti istituzionali, tesi all’individuazione e alla repressione dei più gravi fenomeni di evasione fiscale, nel maggio 2025 hanno dato esecuzione, su delega della Procura, ad un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Gip presso il locale tribunale, successivamente convertita nella misura dell’interdizione dall’esercizio di attività professionali e imprenditoriali nell’ottobre 2025, nei confronti di un imprenditore di Albenga, operante nel settore della costruzione di edifici residenziali e non, dei lavori edili e della lavorazione del marmo mediante la propria ditta individuale e quattro società a responsabilità limitata, talune delle quali intestate a soggetti “prestanome”.
I reati contestati allo stesso, già condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta (art. 223 R.D. 267/1942), sono l’utilizzo e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti (artt. 2 e 8 D.Lgs. 74/2000). L’attività delle Fiamme Gialle savonesi, che trae le proprie origini dalle verifiche fiscali condotte dai militari sui soggetti economici riconducibili all’imprenditore, ha determinato la richiesta di rinvio a giudizio per frode fiscale, espletata mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per un ammontare complessivo di circa 3 milioni di euro, relative a lavori edili e di cantiere mai eseguiti. Unitamente all’imprenditore è stata indagata altra persona che avrebbe collaborato con lo stesso nella messa in atto del sistema fraudolento ideato.
Nel corso delle indagini di polizia giudiziaria, dirette dalla locale Procura della Repubblica e suffragate da capillari attività di analisi dei conti, dalle ispezioni fiscali e dalle interrogazioni alle banche dati in uso al Corpo, è stato acclarato, in particolare, come l’ideatore della frode avesse la piena e totale gestione delle società edili, a lui formalmente non riconducibili e impartisse direttamente ordini e disposizioni agli amministratori di diritto, in modo tale da ottenere significativi e indebiti vantaggi fiscali.
Nello specifico, tali società erano accomunate da una serie di elementi idonei a configurarle come un’unica entità, amministrata e gestita direttamente dall’imprenditore, come ad esempio la coincidenza di sede legale e operativa, di oggetto sociale, attrezzature e materiali, dipendenti, clienti e fornitori.