Fascicolo sanitario elettronico: dal 31 marzo scatta l’obbligo

Al via l’ultima fase operativa verso la messa a regime del sistema entro giugno. Privati e specialisti dovranno adeguarsi a un formato standard di trasmissione dati.

Dal 31 marzo tutte le strutture sanitarie, pubbliche, private, convenzionate e non, e i professionisti specialisti sono tenuti ad adottare un formato unico per il caricamento di documenti e referti nel Fascicolo sanitario elettronico. I dati dovranno essere inseriti entro pochi giorni dall’erogazione della prestazione. I sistemi informatici coinvolti dovranno garantire l’interoperabilità dei documenti su scala nazionale. La messa a regime è attesa entro giugno.

Il provvedimento riguarda anche i professionisti privati, finora non obbligati a partecipare. Per adeguarsi dovranno dotarsi di strumenti compatibili e firma digitale.

Tra le novità tecniche di maggiore rilievo c’è il Patient Summary, un documento sintetico compilato dal medico di base che riporta patologie, allergie, terapie in corso e condizioni rilevanti. In caso di accesso al pronto soccorso, i medici potranno consultarlo anche in assenza di consenso esplicito del paziente.

Il Fascicolo sanitario elettronico è una raccolta digitale individuale che aggrega referti, analisi, diagnosi, ricoveri e prescrizioni prodotti nel corso della vita del paziente. L’accesso avviene tramite identità digitale, Spid, carta d’identità elettronica o tessera sanitaria, e il cittadino può in qualsiasi momento definire chi può consultare i dati, quali documenti rendere visibili e revocare il consenso. Il diniego di accesso non incide sull’erogazione delle prestazioni sanitarie.

L’obiettivo dichiarato del sistema è superare la frammentazione tra regioni e strutture, consentendo a qualsiasi medico di accedere alla storia clinica completa di un paziente indipendentemente da dove i dati siano stati generati.