Frutti di mare crudi sotto osservazione, misure straordinarie nelle mense e controlli intensificati da Nas e autorità sanitarie.
Campania – L’impennata di casi di epatite A continua a destare attenzione, con un incremento concentrato soprattutto tra Napoli e provincia. I ricoveri all’ospedale Cotugno, punto di riferimento infettivologico della regione, sono saliti a 53. I medici sottolineano che si tratta di casi non gravi e ribadiscono che, nonostante i numeri sopra la media, non c’è alcuna epidemia in corso, invitando però alla massima prudenza.
L’origine della maggior parte dei contagi sembra legata al consumo di frutti di mare crudi, probabilmente durante le feste natalizie, considerando il lungo periodo di incubazione della malattia. Le ordinanze dei comuni, da Napoli a Benevento e Avellino, vietano la somministrazione dei molluschi crudi nei pubblici esercizi. Parallelamente, le vendite di frutti di mare freschi hanno registrato un crollo, mentre i prodotti ben cotti rimangono sicuri, come sottolineano gli esperti.
I carabinieri del Nas hanno intensificato i controlli sugli stabilimenti di mitilicoltura e sui mercati: 154 prelievi effettuati hanno rilevato sette campioni positivi, mentre le verifiche sull’ortofrutta sono risultate negative. Gli studi indicano che le recenti piogge intense potrebbero aver provocato il sovraccarico degli impianti fognari, contaminando temporaneamente alcune aree di mare destinate all’allevamento dei molluschi.
La Regione ha rafforzato le misure preventive, con campionamenti sui molluschi, monitoraggio ambientale e indagini epidemiologiche. È stato potenziato anche l’accesso gratuito alla vaccinazione anti-epatite A per le categorie più a rischio: personale sanitario, operatori della filiera alimentare, pazienti fragili e bambini in base all’esposizione epidemiologica.
In provincia di Salerno, il Comune di Sala Consilina ha adottato una misura precauzionale: nelle mense scolastiche la frutta fresca viene sostituita con purea pastorizzata in monoporzioni sigillate, per evitare qualsiasi rischio di contagio. Gli esperti insistono sulla prevenzione e sul rispetto delle raccomandazioni: il rischio può essere controllato se si evitano alimenti a potenziale contaminazione e si seguono le indicazioni sanitarie.