Fisico e divulgatore tra i più noti, ha segnato generazioni con la ricerca, le polemiche e una visione della scienza aperta al dialogo.
Il fisico e divulgatore scientifico si è spento oggi all’età di 96 anni, lasciando un segno profondo nella cultura scientifica italiana e internazionale. Nato a Trapani il 15 ottobre 1929, è stato uno dei massimi esperti di fisica subnucleare e professore emerito di Fisica Superiore all’Università di Bologna, oltre che una figura centrale nella diffusione del sapere scientifico al grande pubblico.
La sua vita è stata interamente dedicata alla ricerca e alla divulgazione. Zichichi non ha mai smesso di raccontare la scienza, di spiegare teorie complesse con passione e di difendere il dialogo tra conoscenza scientifica e dimensione spirituale. Anche negli ultimi anni aveva continuato a parlare a un pubblico sempre più ampio, approdando persino sui social network, dove nel 2024 aveva aperto un profilo Instagram per condividere riflessioni su universo, sapere e gratitudine.
Sul piano personale, aveva vissuto un dolore profondo con la scomparsa, alla fine del 2024, della compagna di una vita, Maria Ludovica. Scienziata di rilievo nel campo della biologia molecolare, aveva lavorato tra Stati Uniti e Ginevra ed era figlia di Gilberto Bernardini, protagonista della rinascita della fisica in Italia e in Europa. Dopo la nascita del terzo figlio, nel 1962, aveva scelto di lasciare la carriera scientifica. In famiglia, ricordava spesso il figlio Fabrizio, non mancavano ironia e complicità: a tavola Maria Ludovica scherzava dicendo che, se i ruoli fossero stati invertiti, il Nobel sarebbe potuto toccare a lei.
Zichichi è rimasto nell’immaginario collettivo anche per le sue polemiche televisive, per quello sguardo intenso che sembrava bucare lo schermo e per la capacità di dividere e far discutere. Negli ultimi anni, pur muovendosi spesso tra la Svizzera e Roma, amava ritirarsi a San Vito Lo Capo, nel sole della sua Sicilia occidentale. Lì trascorreva molto tempo con il nipote Manfredi, raccontandogli storie di vita e di scienza, mantenendo un legame costante con il mondo dei giovani.
Convinto che la conoscenza dovesse essere condivisa senza timori, ribadiva l’importanza di divulgare con entusiasmo le conquiste scientifiche perché incidono direttamente sulla vita e sul futuro di tutti. Guardava con preoccupazione agli equilibri internazionali, al venir meno del dialogo tra le potenze e al riemergere di minacce legate all’uso delle armi, ma non rinunciava a seguire anche momenti più leggeri della televisione, come il Festival di Sanremo, alternandoli alla lettura di saggi scientifici.
Pochi mesi fa, ricordando la moglie nell’anniversario della sua scomparsa, aveva affidato ai social una riflessione intensa sul legame tra scienza e memoria: per lui nulla si perde davvero, ogni energia lascia un’impronta e anche l’amore continua il suo viaggio trasformandosi. Con la sua morte si chiude una stagione della fisica italiana, ma resta un’eredità fatta di idee, passione e di un instancabile invito ad aprirsi al sapere senza paura.