Don Biancalani rimosso anche da Ramini, respinti i ricorsi

La Santa Sede ha bocciato le richieste del sacerdote toscano, che perde così l’ultima parrocchia rimasta dopo l’addio forzato a Vicofaro.

Pistoia – Due ricorsi, due bocciature. È questo l’esito del lungo confronto tra don Massimo Biancalani e le autorità ecclesiastiche, che si chiude con la conferma della rimozione del sacerdote dalla parrocchia di San Niccolò a Ramini, in provincia di Pistoia. Per la Santa Sede il parroco avrebbe trasformato le chiese affidategli in centri di accoglienza per migranti, mettendo in secondo piano la pastorale ordinaria e ignorando le proteste di una parte dei residenti.

Il caso arriva al termine di un iter durato mesi e passato due volte al vaglio del Vaticano. Don Biancalani aveva impugnato sia la decisione con cui, nell’agosto dello scorso anno, il vescovo Fausto Tardelli gli aveva revocato la rappresentanza legale della chiesa di Vicofaro, sia quella successiva con cui la diocesi tentava di destinarlo a un ruolo d’ufficio, lontano dai migranti. Entrambi i ricorsi sono stati respinti.

A far precipitare la vicenda era stato, un anno prima, lo sgombero in tenuta antisommossa dei migranti ospitati nei locali parrocchiali di Vicofaro. Da lì don Biancalani si era spostato a Ramini, dove aveva continuato ad accogliere circa cinquanta persone senza casa, rifiutando il trasferimento propostogli dalla diocesi verso l’Ufficio missionario.

Quel ruolo d’ufficio è ora l’unica strada che gli resta. Il sacerdote ha sessanta giorni per presentare un ultimo ricorso; se non lo farà, o se la decisione sarà confermata, dovrà lasciare definitivamente le persone che per dieci anni ha cercato di aiutare.