Otto divieti dopo i borseggi: stretta sui furti

I provvedimenti colpiscono soggetti con precedenti per furti con destrezza: ricostruita anche la tecnica usata per circondare le vittime.

Venezia – Nella giornata di ieri, il questore Antonio Sbordone, nell’ambito dell’attività di contrasto ai borseggiatori, ha disposto 8 provvedimenti amministrativi di divieto di accesso ai centri urbani (DACUR) nei confronti di soggetti gravati da numerosi precedenti penali e di polizia.

Nello specifico, le misure di prevenzione sono state emanate a seguito dell’identificazione dei soggetti socialmente pericolosi nell’ambito delle operazioni di controlli amministrativi eseguite presso alcune strutture ricettive nel territorio della provincia di Venezia.

I destinatari delle misure di prevenzione erano già stati denunciati per numerosi episodi di furto con destrezza, consumati principalmente tra Piazzale Roma e la stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia. Di particolare rilevanza è stato il contributo della Polizia Locale, che, nell’ambito dell’attività di controllo del territorio lagunare, ha contribuito ad accertare le specifiche modalità di esecuzione delle condotte delittuose. Infatti, è stata ricostruita una modalità particolarmente insidiosa di realizzazione dei furti, consistente nel posizionamento di vari malfattori a “ferro di cavallo” attorno alla vittima, in modo da indirizzare la sua direzione e, al contempo, confonderla mentre uno di essi procede alla sottrazione del bene.

La Divisione anticrimine della Questura di Venezia ha quindi potuto ricostruire la pericolosità sociale degli stessi, presupposto delle misure di prevenzione disposte dal Questore Antonio Sbordone, per impedire loro di accedere al centro storico e contribuire ad aumentare la sicurezza del contesto lagunare.