Anche la benzina oltre i 2 euro, fare il pieno è un vero incubo

Il gasolio ai massimi da fine luglio. I consumatori: “Il governo intervenga subito, prima che il rientro dalle ferie sia una stangata”.

Roma – Fare il pieno è un vero incubo. Anche la benzina ha sfondato la soglia psicologica dei 2 euro al litro sulla rete stradale, un muro che non veniva abbattuto dal 2022, ai tempi dello scoppio della guerra tra Russia e Ucraina. A certificarlo sono i dati dell’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che nel giorno del controesodo estivo fotografano una corsa dei listini alla pompa che non accenna a fermarsi e che rischia di trasformare il rientro dalle vacanze in un vero salasso per milioni di famiglie.

Secondo le rilevazioni del Mimit, il prezzo medio del self service lungo la rete stradale nazionale sale a 2,002 euro al litro per la benzina (ieri 1,997) e a 2,116 euro per il gasolio (ieri 2,107). Ancora più pesante il conto in autostrada, dove la verde tocca 2,077 euro e il diesel arriva a 2,186 euro al litro. Numeri che segnano per la benzina i massimi da settembre 2023, l’ultima volta in cui il prezzo aveva superato la fatidica quota due.

A rendere la situazione ancora più delicata è la scadenza dello sconto sulle accise. Il taglio di 14 centesimi sul gasolio, prorogato il 6 agosto, resterà in vigore soltanto fino al 24 del mese. Dal 26 agosto, in assenza di nuovi interventi e a parità di quotazioni, il diesel potrebbe schizzare fino a 2,287 euro al litro in autostrada, un livello vicinissimo ai record storici del 2022.

Le associazioni dei consumatori chiedono al governo di muoversi senza indugio. “La benzina sfonda oggi i 2 euro nella rete stradale, mentre il gasolio registra il valore più alto dal 28 luglio”, denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, invocando un taglio delle accise “da 14 a 30 centesimi” sul diesel e “di 15 centesimi” sulla verde per riportare i prezzi sotto una soglia ragionevole.

Ancora più duro il Codacons, che parla di stangata da 1,8 miliardi di euro per il bimestre luglio-agosto rispetto allo stesso periodo del 2025. Solo a luglio, calcola l’associazione, gli italiani hanno speso 782 milioni in più per i rifornimenti. “Con la benzina che supera i 2 euro in tutta Italia il governo non ha più scusanti”, tuona il Codacons, chiedendo di estendere il taglio delle accise anche alla benzina, visto che oltre 17 milioni di automobili in Italia viaggiano ancora a verde.

La palla passa ora all’esecutivo, chiamato a decidere in fretta se prorogare e allargare gli sconti. Perché, tra pochi giorni, senza un intervento il pieno del rientro rischia di pesare come non mai sulle tasche degli automobilisti.