Istituzioni, professionisti e giornalisti a confronto sul ruolo rieducativo della pena e sull’emergenza carceraria.
Milano – Il carcere come luogo di recupero umano e non di annientamento, il lavoro come strumento di dignità e prevenzione della recidiva, la comunicazione come leva decisiva contro isolamento, disagio e suicidi. Su questi temi si concentrerà la conferenza nazionale “Comunicazione, dignità e lavoro nel carcere: il ruolo dei commercialisti nel percorso di recupero umano, spirituale e sociale“, in programma lunedì 12 gennaio 2026 dalle ore 14.30 alle 17.30 presso la Sala Turismo della Sede di Confcommercio in Corso Venezia 47 a Milano.
L’iniziativa, promossa da Milano PerCorsi con il contributo del giornalista Biagio Maimone, si propone come uno dei principali momenti di confronto pubblico del 2026 sul sistema penitenziario italiano, coinvolgendo istituzioni, professioni, imprese, terzo settore e mondo dell’informazione.
Al centro del dibattito vi è una riflessione approfondita sulla funzione rieducativa della pena, così come prevista dall’articolo 27 della Costituzione, e sulla necessità di ripensare il carcere come spazio di recupero umano, sociale e lavorativo, capace di restituire dignità, responsabilità e prospettive future alle persone detenute. Il convegno nasce da un’emergenza nazionale che non può più essere ignorata.
Il sistema penitenziario è in crisi estrema: i dati sugli episodi di suicidio, tentativi di suicidio e autolesionismo raccontano una realtà drammatica che non può essere tollerata. Il sovraffollamento rende le condizioni di vita dei detenuti insostenibili, trasformando le carceri in luoghi di emergenza continua.
Lo Stato è chiamato a intervenire subito: questa è una questione di responsabili. In questo contesto, la comunicazione viene analizzata come dimensione centrale del recupero umano. Non semplice strumento informativo, ma relazione, ascolto e presenza qualificata. L’assenza di dialogo, la solitudine istituzionale e la carenza di figure professionali adeguatamente formate contribuiscono in modo determinante al disagio psicologico delle persone detenute, aumentando il rischio di gesti estremi.
Una comunicazione fondata sul rispetto della dignità e sulla costruzione di legami autentici rappresenta una delle principali forme di prevenzione del suicidio e di umanizzazione della pena. Accanto alla comunicazione, il convegno pone con forza il tema del lavoro, considerato non come semplice opportunità occupazionale ma come elemento strutturale del percorso di recupero umano e sociale.
Il lavoro restituisce responsabilità, autonomia e riconoscimento sociale, rafforza il senso di appartenenza alla comunità e riduce concretamente il rischio di recidiva. In tale prospettiva, il ruolo dei commercialisti, delle professioni economiche e giuridiche, delle imprese e del terzo settore assume un valore strategico nella costruzione di percorsi di formazione, inserimento e accompagnamento al lavoro delle persone detenute ed ex detenute.
Particolare attenzione sarà dedicata alle donne detenute, molte delle quali madri, spesso colpite da una condizione di vulnerabilità aggravata e da una discriminazione multipla. Il convegno analizzerà le esigenze di sostegno psicologico, educativo e lavorativo compatibili con la maternità, il contrasto allo stigma sociale e la necessità di percorsi di reinserimento coerenti con le Bangkok Rules delle Nazioni Unite.
L’iniziativa si colloca nel solco dei principi universali dei Diritti Umani e delle Regole di Mandela, che riconoscono la dignità intrinseca di ogni persona detenuta e affermano che la pena deve perseguire finalità rieducative e di reinserimento sociale. In questa prospettiva, pur mantenendo un’impostazione rigorosamente laica, il convegno accoglie una riflessione sulla dimensione spirituale ed esistenziale come elemento di sostegno nei percorsi di recupero umano.

Come ha affermato Papa Francesco, la dignità non si perde mai, neppure dopo l’errore più grave, e nessuno può essere privato della speranza. Il convegno vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, delle professioni, del giornalismo, del mondo imprenditoriale e del terzo settore.
Al momento hanno confermato la loro presenza i seguenti relatori; il programma è in fase di completamento e sono in attesa ulteriori conferme:
Saluti istituzionali
- Elbano De Nuccio, Presidente Nazionale dei Dottori Commercialisti
- Francesco Caroprese, Vicepresidente Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti
- Massimo Molla, Presidente Italia Professioni
- Edoardo Ginevra, Presidente Nazionale AIDC
- Marcello Guadalupi, Presidente di Milano PerCorsi Srl – Impresa Sociale
Interventi
- Biagio Maimone, giornalista e scrittore
- Amerigo Fusco, Primo Dirigente del Corpo di Polizia Penitenziaria
- Marco Scotti, Direttore Affaritaliani.it
- Gianmarco Invernizzi, Commercialista
- Gianni Todini, Direttore Agenzia Askanews
- Nicola Saldutti, Caporedattore Economia – Corriere della Sera
- Antonetta Carrabs, giornalista, direttore responsabile editoriale “Oltre i Confini Magazine”
- Pietro Latella, consulente del lavoro
- Fulvio Fulvi, giornalista di Avvenire e scrittore
- Enea Trevisan, fondatore di Ealixir Inc.
- Hector Villanueva, CEO e Founder dell’Expo dei Popoli, delle Culture e della Solidarietà
Al termine dei lavori, Milano PerCorsi predisporrà un documento conclusivo di raccomandazioni operative da sottoporre all’attenzione delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e del terzo settore, con l’obiettivo di promuovere politiche efficaci di comunicazione, prevenzione, inclusione e reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute ed ex detenute.
L’obiettivo complessivo è contribuire alla costruzione di un modello di sistema penitenziario orientato al recupero umano, educativo e sociale, riaffermando che senza dignità non può esserci sicurezza, senza lavoro non può esserci reinserimento e senza comunicazione non può esserci umanità.