Davide Lacerenza: il questore di Milano revoca la licenza della Gintoneria

Bruno Megale: “Una situazione pericolosa e intollerabile per la sicurezza e l’ordine pubblico”. Il titolare del locale è agli arresti domiciliari.

Milano – Revoca della licenza a Davide Lacerenza, titolare del locale “La Gintoneria di Davide”. Lo ha deciso il questore Bruno Megale: l’uomo è ai domiciliari perché indagato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e per sfruttamento della prostituzione commessi, secondo l’accusa, nel locale e nei pressi dello stesso. In arresto, nella stessa operazione, è finita anche Stefania Nobilefiglia di Wanna Marchi. Lacerenza era già stato destinatario di due provvedimenti di sospensione della licenza in base al Testo unico di pubblica sicurezza e per “una situazione obiettivamente pericolosa e intollerabile per la sicurezza e l’ordine pubblico”.

I poliziotti della Divisione polizia amministrativa e sociale di via Fatebenefratelli hanno notificato il provvedimento a Lacerenza, “nei confronti del quale – come si legge in una nota della Questura – è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari e che risulta indagato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e per sfruttamento della prostituzione, commessi nel locale e nei pressi dello stesso, ricavando illeciti guadagni tramite prezzi maggiorati e consegne a domicilio delle prostitute”.

Davide Lacerenza e Stefania Nobile

Le indagini hanno rivelato che i clienti, per consumare cocaina e intrattenersi con ragazze molto giovani, utilizzavano le aree private di un locale situato vicino alla Gintoneria. Tuttavia, per alcuni clienti di spicco, il servizio si estendeva anche alle abitazioni private, con escort e droga consegnate direttamente a domicilio, in un sistema che funzionava di fatto come un servizio di consegna su richiesta.

Dall’ordinanza emerge che uno dei clienti più assidui e facoltosi, nel periodo compreso tra il 2020 e il settembre 2023, avrebbe speso oltre 641 mila euro tra serate nel locale e incontri privati, acquistando pacchetti che includevano champagne, compagnie femminili e droga. I cospicui bonifici effettuati sui conti riconducibili a Lacerenza, spesso giustificati con la causale “champagne”, hanno attirato l’attenzione delle autorità, dando il via alle verifiche da parte della Guardia di Finanza e della Procura di Milano.

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