Colpi di mazza, calci e pugni fuori dal locale

Oltre 10 giovani coinvolti nella violenta aggressione perpetrata ai danni di due ragazzi massacrati e ridotti in fin di vita, otto arresti per tentato omicidio e lesioni aggravate.

Benevento – Il personale della Compagnia dei carabinieri di Montesarchio, all’esito di attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale, ha proceduto a dare esecuzione all’ordinanza applicativa delle misure della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari, emessa dal Gip presso il tribunale, nei confronti di otto giovani soggetti di Benevento, coinvolti nella grave e violenta aggressione perpetrata all’esterno del locale notturno discopub XUE’ di Montesarchio, fatto avvenuto nelle prime ore del 5 ottobre 2025, ai danni di altri soggetti appartenenti all’area Foglianise – Vitulano.

Per tale violenta aggressione ai danni del giovane Cusano Gaetano, sono già stati tratti in arresto quattro giovani beneventani, ritenuti gravemente indiziati del reato di tentato omicidio, in quanto, ciascuno con condotte proprie e concorrenti alle altre, ed anche con l’uso di un manganello, aveva ridotto in fin di vita la vittima; l’individuazione dei primi quattro indagati è stata possibile attraverso l’assunzione di prime informazioni fornite dai giovani presenti sul luogo e dalla visione delle telecamere di videosorveglianza comunale istallato lungo la rotonda di Via Cirignano; la misura precautelare nei confronti dei quattro giovani indagati è stata convalidata dal Gip di Benevento e confermata dal tribunale del Riesame di Napoli.

Successivamente all’arresto, la polizia giudiziaria operante ha proseguito con un’intensa attività d’indagine, coordinata dall’ufficio di Procura, sviluppatasi attraverso:

  • la visione delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza comunale;
  • l’assunzione di informazioni da ulteriori giovani che venivano mano a mano individuati;
  • l’esame dei messaggi scambiati su una chat WhatsApp condivisa dal gruppo di ragazzi del beneventano;
  • l’esame della copia forense sui contenuti delle conversazioni rinvenute sui dispositivi cellulari sequestrati ai primi soggetti individuati (effettuata tramite CT informatica);
  • l’acquisizione di documentazione relativa ai transiti delle autovetture dei soggetti coinvolti nella fascia oraria interessata; acquisizione di documentazione sanitaria;
  • le dichiarazioni auto ed eteroindizianti rese da uno dei soggetti arrestati in sede di interrogatorio davanti al Pm.

Tale attività consentiva di risalire agli altri correi nel delitto di tentato omicidio ai danni del Cusano, ma anche del delitto di lesioni aggravate ai danni di Mazzarelli Antonio.

La ricostruzione dei fatti, secondo la prospettiva accusatoria, è la seguente: i giovani del gruppo di Benevento, appresa la notizia della presenza dei ragazzi della valle Vitulanese presso lo Xuè di Montesarchio, si sono organizzati in un gruppo di oltre dieci persone per raggiungere la discoteca. Giunti sul posto, si sono appostati nello spazio antistante il locale e hanno atteso all’uscita le loro vittime.

Il giovane Mazzarelli Antonio, appartenente al gruppo dei ragazzi dell’area Vitulano – Foglianise, appena uscito dalla discoteca, è stato aggredito al capo con una mazza da baseball, è riuscito a guadagnare la fuga lungo la Via Cirignano, cercando riparo in una siepe, da cui è stato tirato fuori dagli indagati e colpito ripetutamente con calci e pugni, anche quando era riverso a terra, provocandogli così lesioni che ne hanno comportato il ricovero presso il nosocomio beneventano, ed una prognosi di guarigione in 20 giorni (come da documentazione medica e cartella clinica).

Terminata l’aggressione ai danni del Mazzarelli, i prevenuti si sono scagliati contro il Cusano, che a sua volta aveva colpito uno dei ragazzi del beneventano con una bottiglia al volto, con condotte specifiche di ripetuti calci, pugni, colpi violenti, inferti anche con l’uso di una mazza da baseball, riducendolo in fin di vita; il giovane Cusano è stato dunque ricoverato in “condizioni di serio pericolo di vita” presso l’A.O “S. Pio”, sottoposto a due interventi chirurgici e giudicato con prognosi riservata “quoad vitam”, sciolta solo in data 09.11.2025 (come peraltro confermato dalla copiosa documentazione medica agli atti e dalla relazione del medico legale).

Gli accertamenti investigativi espletati, con il coordinamento della Procura della Repubblica, hanno consentito di ricostruire la dinamica delle violente aggressioni e di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico degli ulteriori indagati per i fatti per come sopra descritti.

Pertanto, inquadrato il fatto storico nell’ipotesi di reato di tentato omicidio ai danni di Cusano Gaetano e in quello di lesioni aggravate ai danni di Mazzarelli Antonio, e considerati i futili motivi dell’aggressione, la minorata difesa, avendo i prevenuti approfittato delle favorevoli circostanze di tempo e di luogo, nonché l’essere concorsi nei reati in numero superiore a cinque, la Procura, all’esito delle indagini, ha richiesto l’applicazione delle misure cautelari, concesse dal Gip ed eseguite dalla polizia giudiziaria operante.