Omicidio premeditato aggravato dal metodo mafioso: presunti responsabili identificati grazie a indagini e collaboratori di giustizia.
Bari – I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza applicativa di custodia cautelare, emessa dal Gip del tribunale su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, con la quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di due persone, accusate a vario titolo dei delitti di omicidio premeditato in concorso aggravato dal metodo mafioso e dalle condizioni di minorata difesa, un cold case risalente a ben 23 anni fa.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, DDA, e sviluppate in più fasi dal Nucleo Investigativo dei carabinieri per mezzo di servizi di osservazione, pedinamenti e attività tecniche, nonché supportate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli odierni arrestati, tra cui uno ritenuto reggente del clan Di Cosola, attivo sul territorio di Bari e provincia, e di individuare il movente del grave fatto delittuoso.
Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip, sono emerse le ragioni e le modalità esecutive del grave fatto criminoso, consumato in pieno centro a Valenzano la sera del 14 novembre 2003 nel mentre la vittima, 22enne originario di Bari, all’interno del proprio veicolo, era a telefono con un’altra persona. Nella circostanza, approfittando della distrazione del predetto, dunque delle condizioni di minorata difesa, gli indagati hanno esploso nei suoi confronti almeno 8 colpi di pistola cal. 22, provocandone poi il decesso.
L’evento delittuoso, inquadrato all’interno di un più ampio contesto criminale, ha visto la partecipazione diretta un appartenente al clan Di Cosola e di alcuni suoi parenti, all’epoca dei fatti giovani leve del sodalizio, coinvolti nella guerra di mafia avviata contro i membri del clan Strisciuglio.