Certificati medici falsi e riconoscimenti al 100%: fratelli nei guai

Invalidità civile ottenuta con documenti contraffatti: sequestrati conti correnti e accuse di truffa ai danni dello Stato.

Lodi – I finanzieri del Comando Provinciale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare reale emessa dal Gip presso il tribunale nei confronti di due fratelli che, in concorso, mediante l’utilizzo di documentazione medica falsa, sono riusciti ad ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile pari al 100% ad uno dei due, con inabilità lavorativa permanente, percependo indebitamente la somma di 28.495 euro.

In particolare, le indagini, svolte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica, nella prima fase, avevano già consentito di accertare, nel 2023, che un collaboratore scolastico di un Istituto lodigiano era stato ininterrottamente assente dal lavoro, quantomeno dal 2018, sulla base di certificazioni mediche risultate fasulle, che gli avevano permesso di continuare a percepire per intero la retribuzione, calcolata in circa 108.000 euro.

Il predetto era stato pertanto deferito all’Autorità Giudiziaria per i reati di falso in atto pubblico commesso dal privato, false attestazioni e certificazioni che giustificano l’assenza del pubblico dipendente dal servizio e truffa aggravata ai danni di un ente pubblico e lo stesso, su disposizione del Gip del tribunale, era stato posto agli arresti domiciliari.

Il prosieguo delle indagini ha consentito di rinvenire ulteriore documentazione afferente certificazioni mediche rivelatesi mendaci e/o contraffatte, utilizzate per supportare domande di riconoscimento dell’invalidità civile di altri soggetti. In particolare è emerso che il fratello, dipendente pubblico, in concorso con lo stesso e mediante l’utilizzo di documentazione medica falsa, ha ottenuto il riconoscimento dell’invalidità civile pari al 100%, con inabilità lavorativa permanente.

All’esito della ricostruzione investigativa, il Nucleo di polizia economico-finanziaria ha posto sotto sequestro denaro sui conti correnti e una porzione di un immobile.