Casa di Stefano, vittoria al Tar per la Fondazione Laura e Alberto Genovese

Accolto il ricorso al TAR: la comunità di Bodio Lomnago può proseguire regolarmente la sua attività.

Si chiude con un esito favorevole alla Fondazione Laura e Alberto Genovese la disputa amministrativa che negli ultimi mesi aveva coinvolto Casa di Stefano, la comunità nata a Bodio Lomnago per accogliere persone impegnate in percorsi di recupero dalle dipendenze.

Il Tar della Lombardia ha accolto il ricorso della fondazione, ritenendo non fondate le contestazioni avanzate dal Comune sull’utilizzo dell’immobile che ospita la struttura. Una decisione che permette alla comunità di continuare la propria attività e di proseguire il percorso avviato sul territorio.

Casa di Stefano è stata concepita come una realtà dedicata all’accompagnamento delle persone in una fase particolarmente delicata della loro vita. L’obiettivo è offrire un contesto stabile, protetto e orientato alla ricostruzione dell’autonomia personale.

La struttura si basa su un approccio che privilegia il supporto educativo, la responsabilizzazione individuale e il recupero delle relazioni sociali, elementi considerati fondamentali per favorive il ritorno a una vita indipendente.

Tra i promotori dell’iniziativa c’è Alberto Genovese, imprenditore che nel corso degli anni ha contribuito alla crescita del settore digitale italiano attraverso la creazione di aziende innovative nel campo della tecnologia.

Con la nascita della Fondazione Laura e Alberto Genovese, l’impegno si è progressivamente esteso anche all’ambito sociale. L’obiettivo dichiarato è sostenere progetti capaci di generare un impatto concreto nella vita delle persone, in particolare di coloro che affrontano situazioni di disagio e fragilità.

Casa di Stefano rappresenta uno degli esempi più significativi di questo percorso, con una struttura dedicata a offrire nuove opportunità a chi sta cercando di ricostruire il proprio futuro.

Nel pronunciamento dei giudici amministrativi emerge una valutazione favorevole alla natura del progetto. Il Tar ha infatti ritenuto che la comunità non possa essere equiparata a una struttura sanitaria tradizionale e che l’attività svolta all’interno dell’immobile sia compatibile con la sua destinazione residenziale.

Secondo la sentenza, le finalità della struttura sono prevalentemente legate all’assistenza sociale, all’accompagnamento educativo e al sostegno degli ospiti durante il percorso di recupero.

Nel corso dei mesi scorsi la comunità è stata sottoposta anche a verifiche da parte di Ats Insubria. Gli accertamenti effettuati hanno confermato la regolarità delle attività svolte e la coerenza del progetto rispetto agli obiettivi dichiarati dalla fondazione.

Un elemento che ha contribuito a delineare un quadro positivo durante l’esame della vicenda.

La fondazione opera con l’intento di sviluppare iniziative dedicate al sostegno delle persone più vulnerabili e delle loro famiglie. Attraverso progetti di recupero, inclusione e assistenza, l’ente mira a costruire percorsi concreti di aiuto e reinserimento.

La struttura di Bodio Lomnago rappresenta una delle iniziative più rilevanti promosse fino a oggi e testimonia la volontà di investire in attività che abbiano una ricaduta diretta sul benessere della comunità.

La sentenza del Tar segna un passaggio importante nella storia del progetto. Con il ricorso accolto, la comunità può guardare avanti e continuare a svolgere il proprio lavoro a sostegno delle persone che stanno affrontando percorsi di recupero complessi.

Per la Fondazione Laura e Alberto Genovese si tratta di un risultato che consolida il valore dell’iniziativa e rafforza l’obiettivo di creare strumenti concreti di supporto, inclusione e rinascita sociale.