Casa Circondariale della Dozza: tensioni, violenze e disordini

“È ormai un susseguirsi continuo di aggressioni e di eventi critici”, denuncia la Confederazione Sindacati Penitenziari.

Bologna – “La Casa Circondariale della Dozza è ormai allo stremo. Ancora una volta siamo costretti a denunciare una situazione che da tempo non è più sostenibile. Nella giornata odierna un appartenente alla polizia penitenziaria è stato colpito al volto con un’arma rudimentale, riportando una ferita al viso. Solo grazie al pronto e professionale intervento dei Baschi Azzurri si è riusciti a contenere l’evento e a ristabilire l’ordine, evitando conseguenze ben più gravi. Al collega ferito va tutta la solidarietà della CONSIPE e un sincero augurio di pronta guarigione”.

Non solo. Un’intera sezione del secondo piano si è rifiutata di rientrare in cella, rendendo necessario l’intervento dei dispositivi di protezione. Una situazione estremamente delicata, che ha ulteriormente messo sotto pressione il personale in servizio e conferma quanto il clima all’interno dell’istituto sia ormai esplosivo.

“Come già evidenziato nei precedenti comunicati, la situazione è fuori controllo. È ormai un susseguirsi continuo di aggressioni e di eventi critici. Sì, siamo stanchi”
, dichiara Giuseppe Navarra, Segretario Regionale Emilia-Romagna della CONSIPE – Confederazione Sindacati Penitenziari. “Siamo in una vera e propria disfatta”.

La struttura di Bologna ha una capienza regolamentare di circa 450 detenuti, ma attualmente ne ospita oltre 860. Un sovraffollamento drammatico che compromette la sicurezza, la vivibilità degli ambienti e, soprattutto, l’incolumità del personale di polizia penitenziaria, costretto a operare quotidianamente in condizioni estreme.

La CONSIPE chiede interventi urgenti e immediati in materia di sovraffollamento. I detenuti responsabili di questi gravi episodi devono essere allontanati senza indugio dalla struttura. È necessario un cambio di rotta deciso da parte dell’amministrazione e del governo.

Non si può più andare avanti così. Non possiamo continuare a subire, né restare a guardare mentre le carceri si trasformano in luoghi sempre più pericolosi per chi vi lavora. Servono risposte concrete, ora”, conclude Navarra. La CONSIPE continuerà a denunciare ogni situazione di rischio e a tutelare la dignità, la sicurezza e la professionalità delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria.