L’uomo ha ammesso di aver ucciso la moglie con 23 coltellate. Il movente sarebbe la nuova relazione della vittima.
Civitavecchia – Claudio Carlomagno ha confessato. Davanti al giudice per le indagini preliminari, durante l’interrogatorio per la convalida del fermo, l’uomo ha ammesso di aver ucciso la moglie Federica Torzullo. Una confessione piena, resa alla presenza del procuratore capo di Civitavecchia Alberto Liguori, che chiude il cerchio.
Per gli inquirenti il movente è chiaro: Carlomagno non riusciva ad accettare la fine del matrimonio. E soprattutto non sopportava l’idea che Federica avesse voltato pagina, iniziando una nuova relazione sentimentale che la donna aveva già condiviso con i familiari ma che lui avrebbe scoperto solo pochi giorni prima di ucciderla.
L’autopsia ha rivelato la ferocia dell’aggressione: ventitré coltellate hanno posto fine alla vita di Federica. Alcune parti del corpo sarebbero state amputate. Dopo l’omicidio, Carlomagno ha cercato di far sparire ogni traccia, seppellendo il cadavere della moglie in una buca che aveva già scavato in precedenza.
L’ex barman, ora impiegato, era da poco separato da Federica. I magistrati ritengono che il movente vada ricercato proprio nell’impossibilità per l’uomo di accettare questa nuova realtà: non solo la fine del matrimonio, ma anche la prospettiva che nell’affidamento del figlio piccolo fosse favorita la madre. E poi c’era lei, la nuova relazione di Federica, un’ombra che Carlomagno non riusciva a tollerare.
Dopo aver ucciso la moglie, Carlomagno ha orchestrato un macabro depistaggio. La mattina del 9 gennaio ha utilizzato il cellulare di Federica per inviare messaggi alla suocera, spacciandosi per la moglie. Dalle conversazioni acquisite emerge che forniva indicazioni sulla colazione del nipotino, nel tentativo di far credere che tutto procedesse normalmente.
Dalle 8.20 di quella mattina, dopo aver inviato le ultime false risposte mentre era impegnato a seppellire il corpo, il telefono di Federica risultava non più in uso su WhatsApp. Il cellulare della vittima non è ancora stato ancora ritrovato.
A lanciare l’allarme la mattina della scomparsa era stato proprio il nuovo compagno di Federica, un uomo di 47 anni che aveva tentato invano di raggiungere telefonicamente la donna. “Nella tarda mattinata ho deciso di contattarla immediatamente per capire se fosse successo qualcosa”, ha raccontato agli investigatori. Dopo ripetuti tentativi senza esito, ha chiamato Stefania, sorella di Federica e farmacista ad Anguillara. Anche lei non era riuscita a mettersi in contatto con Federica: il telefono risultava spento, irraggiungibile.
Il 47enne sarà nuovamente ascoltato dagli inquirenti. La sua testimonianza è considerata cruciale per ricostruire quanto accaduto nei giorni precedenti il delitto e per capire se Federica temesse per la propria incolumità e quella del figlio.
Il figlio della coppia, che ha 10 anni, è al centro di questa tragedia. Già il 15 gennaio, prima ancora del ritrovamento del cadavere di Federica, il bambino è stato tolto al padre e affidato ai nonni materni. Una decisione tempestiva delle autorità per proteggere il minore da una situazione diventata insostenibile.
Ora Claudio Carlomagno è detenuto nel carcere di Civitavecchia, accusato di femminicidio e occultamento di cadavere.