Cariche a Torino, cortei bloccati a Milano: alta tensione nelle piazze italiane

Città blindate e vetrine sbarrate a una settimana dai saccheggi. Oltre 150 perquisizioni e il presunto ideatore del Movimento 17 ottobre indagato: salta l’annuncio delle piazze.

Roma – Le vetrine sbarrate con il compensato, i parà della Folgore tra i turisti in piazza Duomo, migliaia di smartphone puntati su un canale Telegram rimasto muto. È il volto dell’Italia in questo sabato 24 ottobre, una giornata di proteste che lo stesso ministro dell’Interno aveva definito “un po’ complicata”, a una settimana esatta dagli scontri e dai saccheggi che hanno sconvolto Milano. In decine di città si è scesi in piazza contro la guerra, il riarmo, il carovita e i Cpr, con le forze dell’ordine schierate a presidiare ogni angolo sensibile.

La tensione più alta si è registrata a Torino. Poco prima delle 17 il corteo “Noi la guerra non la paghiamo”, partito da piazza Castello e promosso dal coordinamento contro il riarmo con Askatasuna e gli studenti, ha cercato di avanzare verso via Po, presidiata dagli agenti in assetto antisommossa. Ignorato l’invito a deviare per i Giardini Reali, i manifestanti sono stati respinti con cariche di alleggerimento e colpi di manganello. Tra la folla sono comparsi gruppi di incappucciati e un dimostrante ha dato fuoco a un manifesto con il volto della premier Giorgia Meloni. Poco prima, un trentenne era stato fermato con una fionda nello zaino.

A Milano, epicentro dei disordini della scorsa settimana, un corteo spontaneo di giovanissimi partito da Cairoli è stato bloccato in zona Lanza, davanti al Piccolo Teatro, da polizia e guardia di finanza. “Non vogliamo scontri, vogliamo passare”, gridavano i ragazzi tra bandiere della Palestina e famiglie con bambini. Ma i dirigenti della polizia sono stati chiari: il corteo non è autorizzato e non può proseguire. In città sono schierati 1.400 agenti, compresi 500 paracadutisti, mentre la Rinascente ha abbassato le saracinesche alle 15.

A Roma, terminato il corteo autorizzato “Fuori l’Italia dalla guerra”, un gruppo si è staccato dirigendosi verso il Colosseo al grido di “corteo, corteo”. Nella Capitale sarebbero circa 200 i giovani identificati e 63 quelli accompagnati in questura, alcuni trovati con passamontagna, maschere e bombolette spray. Cortei anche a Napoli, dove circa 500 persone hanno sfilato da piazza Garibaldi contro il carovita, e a Bari, dove Prada ha oscurato le vetrine e Gucci le ha svuotate.

A cambiare le carte in tavola è stato il silenzio del Movimento 17 ottobre: i punti di ritrovo, che dovevano essere svelati alle 14.30, non sono mai stati comunicati. Poche ore prima la polizia aveva individuato il presunto ideatore della pagina, il 30enne bresciano Youssef Siher, ora indagato per istigazione a delinquere aggravata. In mattinata erano scattate oltre 150 perquisizioni tra Milano, Monza e altre 20 città, dopo la scoperta di una chat in cui si parlava di aggredire gli agenti per sottrarre loro le armi. “Siamo pronti a fronteggiare qualsiasi manifestazione”, ha assicurato il ministro Matteo Piantedosi. Ma la giornata è ancora lunga.