I dati del Report Ottorighe rivelano l’emergenza negli istituti penitenziari. Il novantacinque per cento dei detenuti vive sopra la soglia.
Il Report mensile di Ottorighe sui dati ufficiali: le persone detenute salgono a 66.063, il 95 per cento vive in un istituto oltre la capienza reale. Per la prima volta da quando il Report misura il dato, il numero di istituti sopra soglia diminuisce.
È online il quinto numero del Report mensile sulle carceri italiane, il documento che Ottorighe pubblica ogni mese sui dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e sulle schede di trasparenza del Ministero della Giustizia. Il numero di settembre 2026 conta 244 pagine e contiene una scheda per ciascuno dei 189 istituti penitenziari per adulti e per ciascuna delle venti regioni. Il download è gratuito.
Tra agosto e settembre 2026 le persone detenute passano da 65.661 a 66.063: 402 in più. È il terzo mese di fila in cui il tasso di affollamento effettivo sale: da 139,5 di giugno a 139,9 di luglio, a 142,2 di agosto, fino al 142,8 per cento di settembre, il valore più alto da quando il Report misura il dato sulla capienza effettiva.
Nello stesso mese la capienza effettiva è salita di 70 posti: non abbastanza a compensare le 402 presenze in più.
- 66.063 detenuti presenti nei 189 istituti per adulti.
- 51.295 posti regolamentari, dei quali 5.047 non disponibili: il 9,8 per cento della capienza ufficiale è inagibile o comunque non utilizzabile.
- 46.248 posti realmente disponibili.
- 128,8 per cento: il tasso di affollamento calcolato sui posti regolamentari.
- 142,8 per cento: il tasso di affollamento calcolato sui posti realmente disponibili.
- 163 istituti su 189, cioè l’86,2 per cento, ospitano più detenuti dei posti che hanno davvero.
- 62.776 persone, cioè il 95,0 per cento della popolazione detenuta, vivono in uno di questi istituti.
Nelle carceri italiane mancano all’appello 5.047 posti detentivi: sono contati nella capienza ufficiale, ma non si possono usare. È come se fossero stati chiusi otto istituti grandi come Regina Coeli, che di posti regolamentari ne ha 619. Oppure tre come Poggioreale, che ne ha 1.616. Oppure quarantacinque come la Giudecca di Venezia, che ne ha 112.
Non sono istituti chiusi: sono posti inagibili distribuiti fra i 189 carceri del Paese. Il confronto serve a dare la misura di quanto pesano. È anche la ragione per cui i due tassi di affollamento non coincidono: quello ufficiale conta quei posti come se fossero disponibili e si ferma al 128,8 per cento; contando soltanto i posti che esistono davvero, si arriva al 142,8.
Le rilevazioni ufficiali misurano l’eccedenza: quante persone ci sono in più rispetto ai posti. Ma il disagio non riguarda soltanto le persone in eccesso. In un istituto con cento posti e centocinquanta presenze, sono centocinquanta le persone che condividono le docce, l’infermeria, le ore d’aria e il personale dimensionati per cento.
Ottorighe misura questo con il DIS, cioè il numero di Detenuti in Istituti Sovraffollati: quante persone vivono, oggi, in un carcere che ha più presenze dei posti disponibili. A settembre 2026 il DIS è il 95,0 per cento, pari a 62.776 persone.
Va tenuto distinto dal tasso di affollamento. Il tasso di affollamento è un rapporto tra presenze e capienza, e può superare il cento per cento. Il DIS è una quota della popolazione detenuta, e per definizione non può superarlo.
A settembre il DIS cresce meno delle presenze: 402 detenuti in più nel mese, ma solo 333 persone in più nel conteggio del DIS, e il numero di istituti oltre soglia cala, da 164 a 163. È la prima volta nella serie seguita da questo Report.
A Noto e a Sciacca, in Sicilia, le presenze sono calate di poco, otto e due persone, quanto basta per scendere sotto una capienza effettiva rimasta invariata: l’intera popolazione dei due istituti esce dal conteggio, e il DIS perde 154 e 20 persone. A San Cataldo il percorso è opposto e misto: le presenze sono salite di sette, ma sedici posti sono usciti dall’uso nello stesso mese, e la capienza effettiva è scesa da 117 a 101. L’istituto supera la soglia per un margine di appena quattro detenuti, e il DIS ne guadagna 105.
Il saldo è un istituto in meno nel conteggio, ma 333 persone in più nel DIS complessivo: il sovraffollamento tocca meno carceri, e pesa più su chi resta dentro.
Il tasso di affollamento calcolato sui posti realmente disponibili, settembre 2026:
Lucca 240,5 per cento Milano “Francesco Di Cataldo” San Vittore 230,0 per cento Foggia 225,4 per cento Lodi 216,3 per cento Brescia “Nerio Fischione” Canton Mombello 213,7 per cento Latina 211,7 per cento
Il Report riporta il dato, la serie storica degli ultimi mesi seguiti e il quadro del personale per ciascuno dei 189 istituti.
Il Report utilizza esclusivamente fonti pubbliche: il bollettino mensile del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per presenze e capienza, e le schede di trasparenza dei singoli istituti pubblicate dal Ministero della Giustizia per i posti non disponibili e per gli organici. Solo dati pubblici e verificabili. Ogni cifra è verificabile istituto per istituto all’interno del Report.



