Caldo estremo, l’Italia non respira: ecco il giorno in cui si torna a dormire

Bollini rossi in tutta la Penisola, notti tropicali e picchi oltre i 40 gradi. Il tormento africano stringe anche mezza Europa.

Roma L’Italia è finita dentro un forno a cielo aperto e la porta d’uscita non si vede prima di Ferragosto. Una rovente lingua d’aria africana si è allungata dal Mediterraneo fino al cuore dell’Europa, chiudendo luglio con temperature da record e promettendo di non concedere tregua nemmeno nella prima metà di agosto. Il peggio, avvertono i meteorologi, deve ancora arrivare: giornate bollenti, notti da incubo e un’afa che toglie il fiato, mentre il bollino rosso per il rischio salute si allarga a macchia d’olio da Nord a Sud.

Il Ministero della Salute ha certificato l’escalation dell’emergenza: se oggi, venerdì 31 luglio, sono 11 le città con il bollino rosso — Bolzano, Torino, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Viterbo e Campobasso —, domani, sabato 1° agosto, il massimo livello di allerta ne colpirà ben 19. E domenica 2 agosto si arriverà a 23 città su 27 monitorate: quasi tutta la Penisola in codice rosso. A spingere i termometri sono valori anche di 6-8 gradi sopra le medie del periodo.

Ma il vero nemico non è solo il caldo diurno. A rendere insopportabile la situazione è l’afa: l’accumulo di calore nei bassi strati dell’atmosfera regala notti tropicali, con minime che nelle grandi città non scendono sotto i 27-28 gradi. Nel prossimo weekend il termometro toccherà i 41 gradi a Terni e i 40 gradi a Ferrara, Firenze, Modena e Piacenza, mentre l’umidità farà schizzare la temperatura percepita fino a punte vicine ai 44 gradi in Pianura Padana, sulle coste laziali e in Sardegna.

A pagare il conto è anche la terra: la siccità del bacino del Po è arrivata a un livello di severità idrica «alto» e a Cremona il fiume ha toccato il minimo storico, peggio del giugno 2022. Oltre cento comuni tra Piemonte e Lombardia fanno i conti con l’acqua che scarseggia, mentre gli accessi ai pronto soccorso sono cresciuti del 10-15%, con gli anziani soli tra i soggetti più a rischio.

L’incubo non risparmia il resto del Vecchio Continente. La bolla africana sta piegando l’Europa centro-orientale, dove si sfiora la soglia critica dei 41 gradi. In Ungheria il premier ha chiesto alle industrie di ridurre i consumi elettrici per evitare il blackout, e a Szentendre, rimasta a secco, è dovuto intervenire l’esercito con due autobotti e 7.000 sacchi d’acqua. In Slovenia i treni viaggiano rallentati tra mezzogiorno e le 19 per evitare che il calore deformi i binari. Misure d’emergenza anche in Slovacchia, Romania e Austria, alle prese con una siccità definita “estrema”.

Quando finirà tutto questo? Gli esperti non vedono cambi di scenario significativi almeno fino al secondo weekend di agosto. Un primo, timido break temporalesco è ipotizzato tra l’8 e il 10 agosto, ma la tregua durerà poco: il grande caldo accompagnerà gli italiani fino a Ferragosto.