Giovanni Gusso è stato colpito in pieno volto dal tappo saltato mentre regolava l’attrezzatura. Lascia la moglie e due bambine.
Venezia – Bastano pochi istanti perché un gesto mille volte ripetuto si trasformi in tragedia. È quello che è accaduto a Caorle, nel Veneziano, dove Giovanni Gusso, 58 anni, ha perso la vita nella sua abitazione mentre stava semplicemente regolando la bombola da subacqueo. Un colpo secco, il tappo saltato via all’improvviso, e il volto raggiunto in pieno da un “proiettile” invisibile sparato dall’aria compressa. Per lui non c’è stato nulla da fare.
La disgrazia si è consumata giovedì 20 agosto nella frazione di Ottava Presa. Gusso stava armeggiando attorno all’attrezzatura quando la parte più delicata della bombola, la rubinetteria collocata sulla sommità del cilindro, ha ceduto di schianto. La pressione dell’aria, in casi simili capace di raggiungere valori altissimi, ha trasformato quel tappo in un’arma. L’impatto non gli ha lasciato scampo.
A dare l’allarme è stato un vicino di casa, che si è accorto dell’incidente e ha lanciato la richiesta di soccorso. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Caorle e i carabinieri, che hanno circoscritto la zona. Poco dopo sono accorsi anche i familiari, che in quel momento erano fuori. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, chiamata ora a disporre gli accertamenti necessari a ricostruire con precisione la dinamica.
Uomo conosciuto e stimato, Giovanni era un grande esperto del mondo della pesca, tanto da essersi guadagnato in paese il soprannome affettuoso di “Nani Vangeo”. Lascia la moglie e due figlie piccole, entrambe sportive, oltre a una folta cerchia di amici che oggi faticano a credere a quanto accaduto.