Bimbo morto al Monaldi, due medici accusati di aver alterato la cartella clinica

Il cardiochirurgo Guido Oppido e la seconda operatrice Emma Bergonzoni avrebbero modificato i documenti relativi agli orari del trapianto. La Procura ha chiesto misure interdittive per entrambi.

Napoli – La morte di Domenico Caliendo, 2 anni e 4 mesi, avvenuta all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore andato tragicamente il 23 dicembre 2025, continua a riservare sviluppi inquietanti. La procura di Napoli ha contestato nuove accuse a due dei sette indagati nell’inchiesta: oltre al reato di omicidio colposo già a loro carico, il cardiochirurgo Guido Oppido, che ha eseguito l’intervento, e la seconda operatrice Emma Bergonzoni sono ora accusati di aver modificato la cartella clinica del bambino. I pubblici ministeri hanno chiesto al giudice misure interdittive per entrambi. I due saranno ascoltati entro la fine del mese.

Il fulcro delle nuove accuse riguarda gli orari riportati nei documenti ospedalieri e in particolare quelli relativi all’arrivo del cuore donatore, trasportato da Bolzano a Napoli. Si tratta di un elemento tutt’altro che secondario: una parte cruciale delle responsabilità ruota proprio attorno alla sequenza temporale degli eventi in sala operatoria.

La domanda al centro dell’indagine è drammaticamente semplice: quando arrivò il cuore da impiantare, il piccolo Domenico era già sul tavolo operatorio con il proprio cuore già espiantato?

A gettare luce su questo interrogativo è stato un servizio televisivo andato in onda lunedì sera durante la trasmissione “Lo Stato delle Cose”, condotta da Massimo Giletti. Il giornalista ha mostrato i documenti ospedalieri relativi all’intervento, dai quali emergerebbe un fatto di estrema gravità: le operazioni di espianto del cuore del bambino sarebbero cominciate 12 minuti prima dell’arrivo del nuovo organo in sala operatoria.

Tra gli atti mostrati in televisione figura una cartella clinica redatta in sala operatoria, nella quale l’orario del clampaggio aortico, l’occlusione temporanea dell’aorta, fase decisiva dell’intervento, è fissato alle 14.18. Lo stesso orario compare nella cartella anestesiologica. Tuttavia, secondo quanto emerso nel dibattito televisivo, il clampaggio sarebbe avvenuto in un momento successivo rispetto a quello indicato nei documenti.

Il cuore arrivato da Bolzano, peraltro, si è rivelato inutilizzabile: risultava “bruciato” a causa di una conservazione errata con ghiaccio secco, che ne avrebbe compromesso la vitalità prima ancora dell’impianto.

Mentre le indagini avanzano, i genitori di Domenico, Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo, sono stati ascoltati oggi in Procura in una sessione durata a lungo, tanto da far slittare al pomeriggio la presentazione mattutina della Fondazione Domenico Caliendo, nata con l’obiettivo di raccogliere fondi in memoria del bambino e per sostenere cause legate alla salute pediatrica.