Le condizioni del piccolo, a cui stato subito inoculato il siero, sono critiche ma stabili. È il terzo caso in Campania in pochi giorni.
Salerno – Un pomeriggio di inizio settembre, il gioco spensierato nel giardino di casa, poi l’incubo. Un bambino di appena 5 anni è stato morso da una vipera mentre giocava nel cortile della sua abitazione a Palomonte, in provincia di Salerno. Da sabato pomeriggio il piccolo lotta nel reparto di terapia sub-intensiva dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli: le sue condizioni restano critiche ma stabili e, grazie al siero antiveleno somministrato in tempo, i medici sono riusciti a strapparlo al peggio.
Il dramma si è consumato sabato 5 settembre, nel pomeriggio. Il bimbo stava giocando all’aperto quando il serpente lo ha assalito all’improvviso. I genitori, resisi conto di quanto stava accadendo, si sono lanciati in una corsa contro il tempo: hanno portato il figlio d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Oliveto Citra e da lì, valutata la gravità del quadro clinico, è scattato il trasferimento immediato al Santobono di Napoli.
A fare la differenza è stata la tempestività dei soccorsi. I medici del presidio pediatrico hanno tenuto un consulto con gli esperti del Centro Antiveleni dell’ospedale Cardarelli e hanno deciso di somministrare il siero antivipera, l’unico antidoto capace di neutralizzare gli effetti del veleno. Dopo l’inoculazione del farmaco le condizioni del bambino sono subito migliorate. Ora il piccolo resta vigile, sotto stretto monitoraggio del personale sanitario, in una situazione che i medici continuano a definire critica ma sotto controllo.
Il caso di Palomonte non è isolato. Si tratta del terzo morso di vipera registrato in Campania nel giro di pochi giorni. Episodi analoghi si sono verificati nel Cilento, a Roccadaspide e a Pioppi, frazione di Pollica, dove è rimasta vittima anche Elisa Scarano, consigliera municipale milanese poi ricoverata al Cardarelli. Nello stesso reparto un altro giovane, Lorenzo, morso circa quindici giorni fa.
Il ripetersi di questi episodi ha riacceso i riflettori su un nodo tutt’altro che secondario: la reperibilità del siero antiveleno nei presidi ospedalieri del territorio. Perché, come ricordano i sanitari, davanti al morso di una vipera il tempo è tutto, a maggior ragione quando a essere colpiti sono bambini, anziani o persone fragili.